lunedì, 27 novembre 2006

C'è l'America
Categoria:attualità, scritto da stefano havana


manhHo pensato subito all'America, quando ho letto questa storia di Sean Bell, ragazzo nero ucciso dal piombo dei poliziotti razzisti di New York. C'è l'America nelle conclusioni automatiche (poliziotti razzisti), nelle modalità atroci (diciotto colpi di pistola), nelle voci che si sono sollevate (il reverendo Al Sharpton), nello scenario (un locale di strip-tease nel quartiere Jamaica), nell'intreccio (uno scambio di persona) e - naturalmente - nelle derivazioni tristi e sentimentali della cosa (il giovane avrebbe dovuto sposarsi l'indomani e quella era proprio la festa d'addio al celibato). C'è o non c'è l'America in tutto questo? Mi piange il cuore a sentire di queste cose, proprio come mi piange inevitabilmente il cuore (sono un sentimentale) davanti alle scene in tutto e per tutto simili a questa dei b-movie a stelle e strisce (il ragazzo morto lascia anche due bambine piccole). C'è tutto, c'è veramente l'America (il miglior amico della vittima è stato colpito dalla pioggia di proiettili ed è ora in fin di vita), c'è l'oltranzismo e la durezza delle forze dell'ordine più volte stigmatizzata dalal realtà dei fatti e dal cinema (pare che i due feriti meno gravi, adesso in ospedale, siano tenuti sotto stretta sorveglianza e ammanettati al letto, pure se sul loro capo non pende nessuna accusa specifica). La morte di Sean Bell, semplicemente, non sarebbe credibile in un film di Spike Lee: le frasi sospette captate dai poliziotti in borghese presenti che si apprestavano all'imboscata dietro una soffiata ("Abbiamo una pistola", ma forse era uno scherzo), l'auto del giovane Sean che urta poco provvidenzialmente il camioncino dove erano appostati i nostri e che subito dopo prova a ripartire sgommando: c'è l'America o non c'è l'America?

Sono stato a NYC l'anno scorso e la notte del 31 dicembre - una delle notti più ingombranti dal punto di vista dell'ordine pubblico - i poliziotti furono straordinari. La gente raccoglieva le stelle filanti da terra e gliele soffiava in faccia; loro si chinavano goffamente nelle loro tenute anti-sommossa, si tenevano con le mani le pistole basculanti ai fianchi e rispondevano "al fuoco", soffiando a loro volta le stelle filanti in faccia alla gente. E la gentilezza con cui spiegavano dove si poteva e dove non si poteva andare, la cordialità, la correttezza, l'impressione concreta di essere assistiti (a volte troppo). Anche in questo contrasto c'è l'America, la terra per antonomasia dei Buoni & dei Cattivi; dei poliziotti intransigenti e dei poliziotti dal buon cuore. La Terra dove ti fanno fare file al metaldetector pure per andare a pisciare. Mi auguro che i colpevoli vengano duramente puniti, proprio perché - essendo una storia perfettamente all'americana - non può, pure in questo caso (come in uno qualunque di Spielberg), non venire spontaneo tifare per il più debole.