mercoledì, 13 dicembre 2006
Indymedia addio
Categoria:dissenso, scritto da andy capp
Da qualche settimana Indymedia-Italia non esiste più. Qualcuno sarà felice della notizia, qualcun altro invece proverà ad andare oltre l'aspetto politico e farà qualche considerazione utile. Indymedia era nata nelle strade e nelle piazze, raccontava esperienze vissute anche in tempo reale e aveva dato il via a un nuovo esperimento di network partecipativo. Poi però si è perso il controllo e qualcosa non ha più funzionato. Non tanto nelle categorie tematiche (sempre aggiornate da tutto il mondo) quanto, a mio avviso, nella scarsa responsabilità che hanno dimostrato alcuni dei partecipanti. Purtroppo l'assenza di un moderatore sempre presente ha permesso dibattiti violenti, ma soprattutto al limite del ridicolo.
Il messaggio politico e informativo, insomma, con il tempo si è andato perdendo, e il portale ha perso di credibilità agli occhi della stampa ufficiale e dell'opinione pubblica, quando invece l'ottimo lavoro svolto durante il periodo di Genova 2001 le aveva conferito il ruolo di voce affidabile (più che ufficiale) del movimento.
Questo è un passaggio del comunicato apparso sul sito dopo la chiusura:
"Col passare degli anni persone e strumenti sono entrati in conflitto, e il caso più emblematico è proprio il newswire, l'area a pubblicazione libera, diretta e senza filtri (concetti alla base dell'open publishing), intorno a cui si assiste a costanti polemiche su cosa viene nascosto e perché, sulla pubblicazione di foto e filmati che mostrano i visi delle persone, o dei loro dati personali".
La storia della sinistra antagonista italiana è famosa per i cosiddetti dossier su personaggi politici, situazioni storiche e (nei casi più estremi) obiettivi da colpire. Ultimamente su Indymedia si era smarrita un po' la bussola: troppi riferimenti a persone fisiche, troppi nomi e cognomi. Insomma, più che dossier antagonisti, sembravano dossier polizieschi.
Faccio una riflessione e anche un paragone azzardato pensando ai blog e al peso politico che questi hanno assunto negli ultimi anni in tutto il mondo. Esiste una via alternativa a quella dei mass media ufficiali? Concludo facendo un in bocca al lupo a chi ha portato avanti il progetto finora con la giusta coscienza politica e ringrazio chi ha contribuito a far sapere la verità su Piazza Alimonda, quando il Carabiniere Placanica sparò in aria e beccò per caso un sasso che passava e che per caso e/o sfortuna deviò il proiettile, che finì proprio in mezzo alla fronte di Carlo Giuliani...
"C'è bisogno di silenzio. In modo da poter ascoltare, osservare, valutare e concentrare le proprie energie sulle idee che altrimenti rischierebbero di restare sommerse. Il silenzio serve a questo, e di energie e idee, parliamone insieme, ripartendo da zero".
Per non dimenticare mai.





