giovedì, 14 dicembre 2006
Augurare all'Italia un tiranno
Categoria:attualità , scritto da stefano havana
Franco Cardini è un insigne storico. Nato a Firenze nel 1940, insegna Storia Medievale nell'Università di Firenze. Si occupa principalmente di storia delle crociate, dei pellegrinaggi e dei rapporti fra Europa cristiane e Islam tra XII e XIV secolo, ma ha fatto frequenti incursioni in altri campi di studio. E' politicamente parlando un cattoanarchico di destra con idee sociali di estrema sinistra. E' un personaggio interessante brillante, di cui mi ha reso edotto l'amico Federico. Tra i suoi numerosi excursa intellettuali, se ne contano parecchi sui fatti relativi alla società, alla televisione, all'attualità. Voglio qui incollare un estratto illuminante di qualcosa che ha scritto in merito alle differenziazioni destra/sinitra, ai topoi che contraddistinguono l'una o l'altra appartenenza idelogica, ai mass media, all'Italia e agli italiani.
[...] E allora, ditemelo voi: sono un estremista di sinistra, perché sostengo che in Afghanistan e in Iraq abbiamo fatto il gioco sporco della superpotenza che ci controlla anche in casa nostra (più di cento basi USA e NATO nel nostro territorio, circa una cinquantina di ordigni nucleari sospetti in un paese che ha rinunziato all'uso anche civile del nucleare) e che l'infamia di aver costretto i nostri soldati a giocar il ruolo degli ascari - con tutto il rispetto degli ascari veri, splendidi e fedeli guerrieri... - grava sul governo che si è preso la responsabilità di inviarli ad appoggiar gli invasori, in paesi che non erano i loro e che all'Italia non avevano mai fatto nulla? O sono un estremista di destra, perché sostengo che aveva perfettamente - e vichianamente - ragione il Poeta, quando diceva che le umane belve sono divenute esseri civili (e pertanto degne di definirsi appieno esseri umani) dal dì che essi hanno istituito nozze, tribunali ed are, da quando cioè hanno fondato quella civiltà umana che, nelle sue infinite forme, si basa comunque sulle Leggi, sulla pietà, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul culto di coloro che ci hanno preceduto e ai quali va la nostra riconoscenza e il nostro rispetto?
E' mai possibile che in questo infame paese non esista la possibilità di affermar con pari forza l'una e l'altra di queste due semplici, inscindibili verità? Ma è ovvio che sia così: questo paese è dominbato da una "cupola" di poteri imprenditoriali e finanziari forti, che hanno invaso la cosa pubblica occupandola con i loro "executive officiers"; [...] L'opinione pubblica è mantenuta nella disinformazione e nell'ignoranza da una banda di gestori monopolisitici dei mass media; e la stragrande maggioranza del cosiddetto popolo italiano è fatta o da ricchi o comunque da benestanti (percentualmente non molti, e comunque in diminuzione) che pensano ai loro profitti, alle loro speculazioni finanziarie, ai loro conti in banca, ai modi migliori per evadere le tasse; e da una massa di sottoproletari intellettuali regrediti al semianalfabetismo di ritorno che evade anch'essa le tasse se può, pensa ai telefonini, va matta per i "talk shows" tipo "La Pupa e il Secchione", si appassiona a importantissimi problemi come le vacanze dei divi e le goleadas, è patriottica in coincidenza dei campionati di calcio, sporca i treni, parcheggia in seconda e in terza fila, non ha ancora capito che la raccolta differenziata dei rifiuti è un dovere civico, vive di messaggini e di telefonini portatili, non paga il biglietto in auto e sporca i treni con lo spray, non sa nemmeno chi era Gesù Cristo (molti lo ritengono il fidanzato di Maria Maddalena) ma in cambio è convinta che se un gruppo di disgraziati extracomunitari apre una moschea questo le rubi le radici identitarie (chissà quali...), non legge nulla ma ha preso in mano (o finto di farlo) i libri di Dan Brown e di Oriana Fallaci sui quali, come si dice, s'è fatta una cultura. Quel che accade nella scuola, con un'università diventata parcheggio di nullafacenti e fabbrica di disoccupati e una scuola media dove ormai violenza e ignoranza stanno arrivando ai livelli delle peggiori scuole pubbliche degli "slums" statunitensi e dove insegnanti e genitori cominciano ad aver paura dei loro figli minorenni, è la cartina di tornasole del livello cui siamo arrivati.
Il mondo rischia di volare in pezzi: il mondo è carico d'una violenza e d'un'ingiustizia come mai forse porima si erano date, e che certamente ormai sono sotto gli occhi di tutti perchè i mezzi d'informazione, per scorrettamente usati che siano, ce le fanno conoscere. Il mondo è pieno di gente che muore di fame, di malattia, di disperazione; e di pescicani, di faccendieri, di parassiti che si riempiono le tasche. Il mondo sostiene parecchie migliaia di privati con le piscine olimpioniche in giardino, mentre in Africa si sta morendo di sete. Questi argomenti dovrebbero coinvolgerci, appassionarci, indignarci. Ma gli italiani penasano ai drammi d'amore e d'incompatibilità dell' "Isola dei Famosi", sognano la Maserati, non vanno più dal confessore ma vomitano le loro più segrete miserie pur d'essere intervistati da Maria De Filippi e andar il TV. Diciamolo chiaro: è uno schifo intollerabile, bisogna svegliarci prima che sia troppo tardi. Ai primi del secolo, Giuliotti diceva di augurar all'Italia un tiranno. Io le auguro di aver finalmente quel che tra Sei e Novecento hanno avuto l'Inghilterra, gli Stati Uniti, la Francia, la Russia: un trauma di tale forza da rinnovare moralmente gli italiani, da far loro ritrovare il senso della realtà e della storia, da strapparli alla prigionia della "vanitas" in cui sono caduti, da far loro capire di nuovo - quanto meno per quanche altro anno - le cose che contano. Chi leggerà questo messaggio e la pensa come me, lo sottoscriva: facciamone la base per un manifesto morale.





