giovedì, 21 dicembre 2006

Il punto di vista del bagno
Categoria:quotidianismi, scritto da stefano havana


bagno3L'altro giorno, dopo tanto tempo, ho deciso di farmi un bagno. Nella vasca; sto dicendo che ho scelto di fare un bagno in luogo della doccia. Ho riempita la vasca fino all'orlo - una di quelle cose da cartone animato - e mi ci sono immerso, valutando con curiosità il mio peso specifico dal pelo d'acqua che si sollevava fino quasi a trabordare. E' una bella vasca la mia, grande. Ci si stende comodi e mi ci sono steso infatti. Non ho pensato più a nulla per un po', tranne una cosa: nella vita è tutta questione di punti di vista. Più guardi la vita da un punto di vista basso, rasente al suolo, più ti avvicini alla verità dei fatti. Non è vero che bisogna salire per avere una panoramica migliore: sto parlando di vita, appunto, di fatti quotidiani. Faccio un esempio, per riprendere un argomento recente: da un punto di vista basso, rasoterra, Welby deve morire. Subito. Senza se e senza ma. Uno va lì, gli accarezza la fronte, gli passa il palmo di una mano sugli occhi e stacca tutto. Bip. Fine. Il punto è che la pseudovita di Welby è osservata con gli occhi della politica, della coscienza, della religione, dello Stato: tutte cose con la erre moscia che stanno in alto. Da lassù non si capisce mai bene come funziona.

Steso nella mia vasca da bagno, invece, con l'acqua a contatto col mento, mi sono preso il mio tempo e ho approfittato per guardare molto in giro: lo specchio era appannato e i due rasoi elettrici, con cui mi rado e taglio i capelli, stavano sparpagliati sul bordo del lavandino e uno era ancora attaccato alla corrente. Per terra i miei vestiti, due asciugamani e parecchi capelli appena tagliati. Da piccolo facevo sempre il bagno, non la doccia, ma allora era tutta un'altra cosa. Quando si è piccoli non ci si lava mai: si fa fatica a capire i criteri di pubblica decenza. Si è vivi e basta. Una volta, presi i pidocchi a scuola. Mia madre mi lavò la testa con lo shampoo MOM, una mistura fatta apposta per i pidocchi dei bambini. Mi sono ricordato molto bene di questa scena: io in piedi nella vasca vuota, completamente nudo, davanti a mia madre che mi lavava la testa e mi diceva di tenere gli occhi chiusi. Credo sia stata l'ultima volta che sono rimasto completamente nudo davanti a mia madre. Lavarsi è un po' morire: ci si scrosta di dosso i giorni trascorsi. Ci si toglie quella cataratta che è la vita: quella pellicola di smog, grasso, sudore e ammenicoli vari che l'esistenza produce. Anche a questo ho pensato: forse è il motivo per cui bambini sono tanto restii a pulirsi. I bambini faticano a capire quel meccanismo astruso che è la morte.

bagno1Insomma, il bagno. Dovessi dirvi, è stata come una rivelazione. Capire questo fatto del punto di vista. Uno pensa sempre che il punto di vista alto eccetera eccetera chissà che miracoli faccia. Invece no: un lampadario non avrà mai la giusta comprensione delle cose di una casa. Un tavolo sì, invece; in particolare le gambe del tavolo, laggiù dove uno intreccia le caviglie mentre mangia. Fatevi un bagno ogni tanto. Prendetevi un attimo di tempo per farvi un bagno. Abbassate il vostro punto di vista. Un bagno è la scusa perfetta per non rispondere al telefono, per non sentirsi oberati dagli impegni. Sei nudo, sei immerso in acqua bollente: nessuno può sentirsi in diritto di domandarti niente. Un uomo a mollo in una vasca da bagno è un uomo che sta vivendo la propria illusione di immortalità. Tutte cose che mi sono venute in mente guardando la mia esistenza dal punto di vista più basso possibile: steso, a livello del pavimento o quasi. Così funziona, ne sono certo. Più è basso un punto di vista, meglio si percepisce l'esistenza concreta del vissuto. Da un punto di vista basso, bassissimo, Berlusconi è colluso con la mafia, Michael Jackson è un pedofilo, quella vecchia leggenda metropolitana su Maurizio Costanzo è verissima. Rasoterra, uno non fa altro che sommare due a due e il risultato è sempre quattro. Senza proselitismi, prosopopee, prodromi, pro. Sono sicuro che Totò avesse un punto di vista così, Chaplin, Greta Garbo, questi. Che ne so, Chopin. L'acuto di Freddie Mercury in Somebody To Love, il monologo finale di Woody Allen in Annie Hall, il je accuse di Edward Norton ne La 25/a Ora. Cose semplici partorite stando a un passo dal suolo. Gente così non può che essere fermamente convinta che la Juventus abbia rubato tutto, per campionati interi, che la mafia arbitrale esista, che i calciatori degli anni Settanta stiano tutti morendo per colpa delle iniezioni. Tutte le decisioni importanti di questo mondo dovrebbero essere prese da persone a mollo in una vasca da bagno. Oppure molto ubriache.

bagno2E' un discorso che non porta da nessuna parte, mi rendo conto. Non a caso a un certo punto s'è fatta ora di andare e con coraggio ho svuotato la vasca, mi sono ripulito dai capelli tagliati e lavato da capo. E' stato a quel punto che qualcosa è cambiato: stavo in piedi e il bagno s'era trasformato in doccia. Da così in alto vedevo solo un gran disordine: caos, sporcizia. Ecco, dall'alto non ho fatto altro che percepire le conseguenze di quel mio agire: dover ripulire, riordinare, fare in fretta, riassettare, lasciare il bagno in ordine. Stando giù, invece, le conseguenze non bussavano questuanti. Non so spiegare il motivo, ma deve essere per questo che tante cose che sembrano ovvie, spesso, non si fanno. Welby, appunto. Eccetera. E' quello che facciamo continuamente: pensare alle conseguenze. Succede pure nel calcio: il mister fa un cambio che noi, lassù in alto nelle tribune, giudichiamo inconcepibile. E magari quello, invece, va a vincere la partita. Prendi Sacchi quando quella volta sostituì Roberto Baggio in Usa '94: tutti a lanciare le patatine contro il televisore e invece... Arrivammo in finale. Lasciamo perdere che poi... Comunque sia mi rendo conto che farsi un bagno, al giorno d'oggi, è veramente difficile. Con tutte le cose che abbiamo da fare e il poco tempo a disposizione. (e io sto tornando a pensare alle conseguenze, ma che ci posso fare? Asciutto come sono e tutto il resto.)