domenica, 31 dicembre 2006
Impressioni a la braz
Categoria:portogallo, scritto da stefano havana
Il baccala' a la braz e' uno degli oltre 300 modi con cui e' possibile cucinare questo pesce qui a Lisbona. Si prende il baccala' e lo si sminuzza con dovizia, poi si impasta insieme a uova strapazzata, cipolle (abbondanti), olio e altre spezie. Dopodiche' si fa soffriggere in padella, facendo saltellare piu' volte il tutto. Alla fine e' una specie di mistura indefinibile, servita in un piatto importante insieme a olive nere carote e insalata. E' buonissimo, inutile dire. Ecco come sono queste impressioni dalla citta' lusitana: a la braz. Senza grossi nessi logici. Strapazzate. Dice che il Portogallo e' una terra magica per via della posizione finis terrae: affacciata completamente sull'Atlantico e protetta alle spalle dalla madre Spagna. Per anni si e' pensato rappresentasse la fine della terra conosciuta, appunto. Poi un certo Vasco da Gama si sveglio' e fece cose che Cristoforo Colombo nemmeno in mille anni (sono un anti-colombista, lo sapevate?).
Oggi e' il 31 dicembre. Stasera non so bene cosa faremo. Probabilmente niente: mangeremo cio' che capita, poi faremo un giro a piedi. Camminare per Lisbona e' sicuramente la cosa piu' bella che ci sia. La metro funziona e serve bene i punti nevralgici della citta'; pero' e' metro, appunto. Non si vede granche', a parte le donne piu' brutte d'Europa e i ragazzi peggio vestiti del mondo. Ecco, diciamocelo: questi lisbonesi non sono granche'. Si fanno i cazzi loro, sono scostanti e per molti aspetti mi ricordano gli havaneri, i cubani. Per tre quarti abbiamo avuto a che fare con parassiti statali dietro banconi e vetrine, appassionati per niente alla propria professione e piu' che altro interessati ad arrivare senza danni all'ora di stacco. L'intelligenza non scintilla da nessuna parte, cosi' come la bellezza. Probabilmente dell'una e dell'altra hanno fatto incetta Fernando Pessoa e Nelly Furtado, lasciando poco e niente agli altri. Il centro e' uguale a tutti i centri delle citta' del mondo: completamente inutile. Dopo 24 ore avevo gia' - come sempre - cominciato a provare imbarazzo per tutti quei turisti bolliti che affollavano la caffetteria A Brasileira a Largo Chado, il locale piu' famoso di Lisbona e puntualmente il peggiore: prezzi alti, scortesia, qualita' infima.
E' il Bairro Alto il vero cuore vibrante. Non l'Alfama: l'Alfama e' scostumata e buia. Pittoresca e puzzolente, attraente e sporca. Ci sono sette o otto locali tutti identici: dietro consiglio siamo fortunatamente finiti a cenare in uno in particolare (A Margaridinha de Alfama, piu' o meno, ma non era proprio cosi' l'impronunciabile nome) che ci ha deliziati. Tre tavoli per un totale di dieci coperti. Una signora che da sola porta avanti la bettola cucinando a vista quello che c'e' (il menu e', in effetti, completamente inutile). Ci siamo trovati a condividere il tavolo con due signori anziani a cui abbiamo concesso l'ambito premio per i Piu' Accaniti Fumatori del Pianeta. Ci hanno intossicato, ma la cena (maiale ai ferri e trancio di salmone affumicato, tutto con deliziosi contorni) era speciale (ed economico: circa dieci euro a testa compreso birra e bevande). La signora ti viene a parlare durante la cena (anche troppo) e alla fine, mentre digerisci al tavolo, lei lava i piatti e fa da mangiare per la figlia. Sembra di stare in una casa particular della Havana o a casa propria, semplicemente.
Il Bairro Alto, dicevo: splendido: la sera e' indescrivibile. Fa impallidire Trastevere (ma, ehi, Roma a Lisbona gli da' dieci giri, intendiamoci) e presenta una quantita' smisurata di localini dove mangiare e bere assicurandosi tasche integre e qualita'. Il fatto che qui si percepiscano circa 18 gradi fissi mattina e sera non fa che aiutare lo spirito goliardico e festaiolo: ieri sera gli interni erano tutti deserti. Le persone fuori a bere o mangiare (oppure a ballare sui marciapiedi).
A proposito: il famoso FADO. Che dire? Personalmente non ci ha attirati per nulla: lo abbiamo rinominato Er Mal de Panza, visto che gli artisti che lo cantano sembrano assaliti - nella voce lamentosa e nelle espressioni facciali - da inusitati dolori intestinali. Non credo che faremo molto di piu' che ascoltarlo da fuori, passando davanti a uno di questi locali che lo promuovono come grande attrazione (pero' turistica). Il Bairro Alto ha anche un'altra caratteristica che ci e' piaciuta tanto: negozi aperti fino a tardi. Ieri verso le 23 sono entrato in un negozio di abbigliamento dove mi sono innamorato di un paio di pantaloni e un paio di scarpe: il mio proposito di restare lontano dalla fame da shopping temo che stia per diventare immantenibile.
E il Porto, naturalmente. Il vino rosso invecchiato mi ha stravolto, devastato. E' ufficialmente la mia bevanda preferita. A me piace questo Infantado invecchiato dieci anni. Costa circa tre euro e mezzo a bicchiere nella piu' importante porteria (?) di Lisbona (dove ci siamo fatti portare anche due piatti di prosciutto tipico, accompagnato da una specie di crackers: vi lascio immaginare). Oggi andremo con la macchina a Sintra e forse a Cascais. Andiamo a vedere il famoso mare d'Inverno. Il mare e' l'Atlantico, le aspettative sono le solite.
Per adesso e' tutto qui. Sta finendo l'ora di Internet e tra circa dodici ore sara' finito pure l'anno. Per le cose belle di questo 2006 e gli auguri e i rinnovi di promesse e gli abbracci e le altre cose che si fanno lascio volentieri il testimone ad AndyCapp, ispiratore di questo viaggio (ti ho dedicato i pasticcini di Belem, amico mio). Mi sa che ci sentiamo quando il calendario dira' 2007. Io mi auguro di trovarvi di nuovo tutti qui. Siete una compagnia diventata irrinunciabile. (a questo punto dovrei salutarvi in portoghese, ma credo che non esistano lingue piu' complicate e cacofoniche al mondo, quindi passo. Gia' che sto in parentesi: niente foto, ho dimenticato a casa il cavetto per scaricarle...)





