martedì, 09 gennaio 2007

La prossima volta ci facessero almeno il piacere di essere negri
Categoria:dissenso, scritto da stefano havana


Questa gente che ammazza e poi giura di non avere mai ammazzato, io l'ammazzerei. Ammazzerei la gente che ammazza e poi andrei davanti alle vostre telecamere per dire, finalmente, sì sono stato io: avevo come motivi questi e questi. Ho preso io il badile, ho preso io il coltello, ho schiacciato io la testa del bambino contro l'armadio a muro. Questa gente che ammazza, forse per cinquemila euro, forse per i rumori provenienti ogni sera dalla cucina - e che ammazza sporcando in giro, facendo scoppiare gli stomaci, strappando le carni anche a un infante - questa gente qui (retoricamente?) mi preoccupa infinite volte più di una Finanzaria severissima ma legittima e infinite volte più di un bollo esagerato sull'ennesima macchina che hai deciso di comprarti e che non andrà mai oltre la terza marcia nel traffico devastante a cui ci stiamo condannando.

Questa gente che veste raffazzonata e non sa bene dove mettere gli accenti quando scrive - o gli apostrofi - è la gente che ammazza e che poi va a dormire con la cesta di biancheria piena di vestiti sporchi di sangue. Questa gente che ammazza non si preoccupa nemmeno di ammazzare bene: sono come i più grandi mafiosi di stirpe, però in mezzo a noi ancora più di quanto facciano gli stessi mafiosi o camorristi di stirpe, che almeno hanno la delicatezza di riunirsi in clan e di ammazzarsi spesso (ma non sempre) tra di loro. Questa gente che ammazza è gente a cui chiedi il piano, quando ci condividi la salita in ascensore. E' gente che ti tiene il cane davanti al portone mentre ritiri la posta. Questa gente è quella gente di cui tutti dicono, poi, ad efferatezza consumata, "Ma chi? loro? Mi parevano tanto brave persone...". Perché hanno anche la pelle bianca, ci fanno anche quest'ennesimo dispetto, ci fanno lo scherzo di essere uguali a noi, almeno alla vista, solo con qualche grado di istruzione in meno e un conto in banca più popolare. Dove pensiamo di andare - veramente dico, facciamo tutti un pensiero che parta dal punto di vista più basso possibile - dove pensiamo di andare se la gente che dovrebbe andare da qualche parte è questa qui? Dove sta il problema politico, sociale, civile? Io non lo vedo. Se c'è, spiegatemelo. Dove va a finire il bullismo, YouTube, gli stramaledetti Pacs, le ore perse da Napolitano per lanciare moniti a tutti noi perché prendiamo ad esempio la più squallida e disonesta Nazionale di calcio degli ultimi centomila anni? Dove va a finire tutto se questi siamo noi?

Non sto cercando di fare un pensiero originale, ripeto, quindi non cercatelo. Non cercatelo qui: qui voglio solo dire che dell'umanità tout court (e quindi anche di me stesso, beninteso) ne ho piene le scatole. Qui sto solo cercando di dire, prendendo a prestito la cronaca nera, che - aiuto - le persone pagano senza battere ciglio 10 euro un cuba libre pieno di ghiaccio e ascoltano in macchina gli Zero Assoluto senza nemmeno prestarci la gentilezza di installare doppi vetri isolanti. Ma dove stanno le persone, gli uomini e le donne, che ci salveranno? Tutti in salotto a fare i rivoluzionari con il telecomando in mano? (mi ci metto) Questa gente che ammazza, se sceglie di non ammazzare, rovescia i posacenere pieni di sigarette negli angoli degli ospedali - e anche questo è un pensiero che parte dal punto di vista più basso possibile - ecco cosa fa questa gente quando non si introduce nottetempo nelle abitazioni dei vicini di casa per troncar loro l'esistenza. Lascia in giro sangue infetto, molla i malati terminali nelle corsie fredde, (tanto sono terminali) lascia che due teppisti malmenino un disabile sull'autobus che ha appena compiuto un gesto civico, ma tipico da mongoloide - sventare uno scippo sul bus, non s'è mai sentita una cosa tanto inutile e tanto inutilmente rimarcata dai giornali: eccolo qua, oggi, con la sua bella facciona da down, ripreso da tutti i quotidiani, senza che mai venga omessa, però, una bella riga o didascalia che rimarchi il fatto che l'eroe del bus sia, in effetti, DOWN - o ancora manda giù sette pasticche di Viagra, questa gente, e ci resta secca sul letto di casa - a Casal del Marmo, non distante dalle mie cose quotidiane - muore così col cazzo drittissimo e l'amante giovane che strilla con le lenzuola tirate fino al mento.

A me la gente fa tanta paura: ogni volta che mi metto le mani nei capelli per qualcosa che è successa, questa cosa l'hanno fatta le persone comuni, quasi mai i politici, quasi mai i presidenti del consiglio, quasi mai i sindaci. Fai due più due e ad ammazzare è sempre stata la gente più comune e per i motivi più stupidi, insolenti: il piccolo Tommaso, Erika e Omar, la strage di Erba. Personalmente ci metto pure Cogne. Neanche ci fanno il piacere di essere NEGRI, questi assassini, oppure islamici o musulmani: no, sempre italiani sono, sempre dei provincialissimi contadini, ex operai della bassa brianza o disoccupati del sud. Almeno fossero stranieri, Libero o La Padania potrebbero titolare qualcosa a proposito del fatto che vengono qui a rubarci il lavoro. Ma non vorrei portare il discorso verso picchi di grandi ragionamenti. Quello che vorrei è riuscire ancora a stupirmi, restare incredulo, davanti l'ennesimo massacro farcito di frasi in italiano stentato e gente comunissima (lo spazzino, l'extracomunitario con precedenti penali, l'ignorante, la cicciona: sembra una commedia di Pirandello, un film di Fellini, o qualcosa di molto post-moderno). Vorrei riuscire a stupirmi di un massacro compiuto da gente qualunque ai danni di gente qualunque. Stupirmi di un tizio che un giorno va a bussare a una porta e dice: "Se ci fai causa, la pagherai", e poi gliela fa pagare sul serio.