giovedì, 11 gennaio 2007

L'assoluta mia incapacità di concepire l'esistenza dei piccioni
Categoria:dissenso, scritto da stefano havana


Sintra

Non posso pensare ai piccioni senza subire uno shock emotivo. Non so se siamo tutti d'accordo, ma i piccioni sono tra le creature più stupide, insulse e inutili del Creato. (per piacere, non sono ornitologo e non soffro di strambe forme di darwinismo spinto, per cui se pure i piccioni dovessero avere - invero - qualche preziosissima funzione, tipo: mangiano dei vermi microscopici che altrimenti mangerebbero noi, la mia idea resterebbe la stessa: i piccioni sono animali insulsi) Eppure non posso fare a meno di restarci di stucco ogni volta che guardo un piccione: camminano (si può dire che i piccioni camminino? Bé, zompettano) tutti alla stessa maniera. Con quelle zampe rosa da gallina (in effetti i piccioni sono galline) e il collo che fa avanti e indietro come Totò nella sua celebre camminata, bé, da piccione. Sono animali stupidi, insignificanti, sporchi. Vivono sui cornicioni dei palazzi, respirano (respirano?) smog a tutte l'ore e non li vedi mai volare in posti belli: che, per caso, qualcuno di voi ha mai visto un piccione volare a Malibù? C'è una vecchia leggenda (tipo quella che riguarda i cinesi e dove diavolo se ne vadano a morire) che porta a riflettere l'interrogato su una questione ancestrale: s'è mai visto un piccione PICCOLO? Appena nato, nel senso. Io certamente non l'ho mai incontrato. Mi ricordo perfettamente un giorno (adesso arrivo a dire quello che volevo dire), sto parlando di almeno dieci anni fa, in cui il mio amico Giovanni, adesso marito e padre, scalciò distrattamente una pietra a Ponte Milvio, davanti alla gelateria Arcangeli (è ancora lì) e la traiettoria casuale di quel lancio terminò la propria corsa proprio sulla testolina cocciuta di un piccione. Che neanche volò via! Fece un passo o due in avanti, sempre con quella camminata da Totò, al massimo sbattendo un po' le ali - ma più che altro con tono insolente, la gestualità di qualcuno che è stato appena svegliato e non ne vuole sentire di rispondere al telefono che pure sta squillando e squillando - e tornò perfettamente immobile, quasi a sprezzo del pericolo: io sono un piccione e voi due non siete un cazzo, e comunque senza il dono del volo.

piccioniEcco il punto. Mi indigno, quando vedo un piccione (o quando semplicemente penso a un piccione), perché per quanto siano animali oggettivamente insensibili, stupidi, brutti, sporchi e inavvicinabili, questi possono volare. Un piccione SA volare. La cosa mi devasta psicologicamente perché se io penso all'uomo come forma di vita, immediatamente penso a una delle forme più evolute di vita possibili. Invece - escludendo incontri ravvicinati del terzo tipo - è sufficiente il confronto con un piccione imbecille e grasso per uscirne sconfitti. Un piccione sa volare. Un piccione vola! Ma perché? Un piccione ha qualcosa che Michelangelo non aveva. Un piccione sì e Leonardo da Vinci no. Un piccione, di sicuro, sapeva ciò che Galileo Galilei scoprì (o Copernico) a fatica (e restando nella storia immortalmente) molto tempo prima e senza l'apporto di alcuno strumento. Un piccione, per quanto resti l'animale più inverosimile mai creato, può volare. Picasso no. Van Gogh no. Matisse, Dostoevski, Chopin, Marlon Brando, Maradona no. A me fa venire il sangue alla testa. A voi?

(a proposito di pennuti e della loro improbabile essenza, mi sovviene un passaggio della strepitosa Flannery O'Connor che parlava, nello specifico, di pavoni. Ve lo somministro:

Molte persone, ho scoperto, sono congenitamente incapaci di apprezzare la vista di un pavone. Già un paio di volte mi è stato chiesto quale sia l'utilità di un pavone, domanda che da me non otterrà risposta, perché non la merita. Un giorno la compagnia dei telefoni aveva mandato un addetto a ripararci l'apparecchio. Finito il lavoro, l'uomo, un tipo grande e grosso dalla faccia circospetta, mezza coperta da un casco giallo, si trattenne per tentare di convincere con le buone un pavone, rimasto ad osservarlo, a fare la ruota. Voleva aggiungere anche questa esperienza alle tante altre che, a quanto pare, aveva avuto. "Forza bello", diceva: "Facci vedere qualcosa, dai, avanti, su con quella coda, su"!. Il pavone, ovviamente, non lo degnava di uno sguardo. "Che cos'ha?", chiese l'uomo. "Non ha niente", risposi. "Vedrà che fra poco la fa, la ruota. L'unica è aspettare". L'uomo rimase a inseguire il pavone per un'altra quindicina di minuti, poi, scocciato, se ne tornò al camion e mise in moto. L'uccello si scosse e la coda si sollevò ad incorniciarlo. "La sta facendo!", gridai. "Ehi, aspetti! La sta facendo". Il tipo fece inversione con il camion, proprio mentre il pavone si girava e gli si parava davanti con la coda spiegata. Una ruota perfetta. L'uccello si volse lievemente a destra e i piccoli pianeti sovrastanti risaltarono in bronzo, poi si volse lievemente a sinistra e svariarono la verde. Mi avviai verso il camion per cogliere la reazione dell'uomo a quella vista. Era immobile, concentrato a fissare il pavone, come se stesse cercando di decifrare una scritta minuta in lontananza. Dopo un attimo il pavone abbassò la coda e si allontanò impettito. "Be', che ne pensa?", chiesi. "Mai viste zampe tanto lunghe e tanto brutte", disse l'uomo. "Scommetto che quel briccone riuscirebbe a superare un autobus".

Certo, i pavoni: altro elemento della natura che fatico a concepire. Ma questa è un'altra storia)

piccioni1Tornando a bomba, alla fine di tutta questa discussione resta il fatto che la sola consapevolezza che un piccione VIVA e che, volendo, possa spiccare IL VOLO, mi disturba la digestione. E' legittimo che un'aquila voli (è un'aquila!); è legittimo che i gabbiani volino per solcare i mari, è legittimo che le zanzare, perfino, volino e trovo un certo grado di giustizia financo nel fatto che le mosche possano farlo. Ma un piccione, con quelle cacche bianche che piovono dall'alto, e quella stupidità congenita dentro uno sguardo rotondo e immobile, un piccione no; un piccione sconfigge la mia capacità di sopportazione. Ci sono cacche di piccione perfino sul David e sulla Cappella Sistina. Se di giustizia si tratta, è una giustizia di merda.