venerdì, 19 gennaio 2007

I Pacs non servono a un cazzo... agli eterosessuali
Categoria:attualità, scritto da andy capp


Nonostante gli impegni presi a suo tempo dall'Unione, nonostante le tavole rotonde e i conclave che si susseguono nel Governo, dei Pacs o delle unioni civili per il momento non se ne vede neanche l'ombra.

PacsPersonalmente non credo che si tratti di una priorità per il Paese, almeno per quella fetta di popolazione che di quei diritti civili può già avvalersi. Mi spiego meglio: sono completamente a favore sul fatto che una coppia omosessuale possa avere la possibilità, attraverso un contratto (pacs, unione di fatto o chiamatelo come volete) di regolarizzare la propria vita. E nello stesso tempo non mi aspetto certo che il Papa riconosca agli omosessuali la possibilità di sposarsi in Chiesa, ma non credo che sia assolutamente questo l'obiettivo da perseguire.

Mi rivolgo però a tutti coloro che si dicono contrari o scettici: perché due persone che vivono insieme da 30 anni, di qualunque sesso siano, non possono avere diritto a una pensione di reversibilità, non possono avere diritto di assistere il proprio caro in fin di vita, non possono ereditare la casa in cui hanno vissuto? Questo chiedono gli omosessuali e nient'altro.

Mi rivolgo ora invece a quei politici che stanno sfruttando i Pacs per portare avanti una battaglia anticlericale. Per quale motivo si dovrebbe introdurre questa possibilità anche per le coppie eterossessuali? La possibilità di regolare la propria relazione, la propria vita di coppia c'è già attraverso il matrimonio civile. Perché ideologizzare una battaglia civile e inevitabilmente indebolirla?

L'onorevole dell'Ulivo Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay, ha detto che è giusto portare avanti la battaglia dei Pacs per tutti per far sì che ci sia una vera libertà di scelta. A volte credo che le cose in questo Paese non si vogliano proprio cambiare.