mercoledì, 17 gennaio 2007

Cronache cagliaritane [capitolo I]
Categoria:quotidianismi, scritto da valerio roma


cagliariCagliari ci sono i pali dei lampioni piantati in mezzo ai marciapiede. Per me, che cammino spesso sovrappensiero, sono pericolossisimi: si rischia di prenderli dritti in faccia. Dovrò restarci per un pò, qui in Sardegna, un paio di mesi, mi dicono. Ho la sensazione che sarà anche di più.

Comincio a parlarvi della casa. La sensazione (la stessa che mi fa pensare che resterò più a lungo di due mesi) di aver preso una sòla mi è venuta dopo appena un giorno. Intendiamoci, non è che abiti in una topaia, tutt'altro. Solo che ci sono alcune "situazioni collaterali" che la rendono poco confortevole. L'ubicazione, ad esempio. Per fare a piedi il tragitto che va dalla redazione fino a casa impiego un quarto d'ora, venti minuti al massimo. Il problema, però, è che la strada è tutta in salita, con pendenze da tappone dolomitico in quanto la casa è nel quartiere del castello. E' una zona vecchia, poco distante dalla cattedrale, e non ci sono supermercati. L'unico che ho trovato è vicino alla redazione e vi posso garantire che a fare quel percorso con le buste pesanti ci si fa un culo così, primo, e si arriva al portone tutti sudati, secondo.

E' scomodo anche solo tornare per le pause pranzo, e questo mi costringe a spendere parecchio per mangiare fuori. La mia stanza è una doppia, una matrimoniale gigantesca con due finestre e ingresso indipendente. C'è addirittura un camino che, per ovvie ragioni, non potrò mai usare. I miei due coinquilini sono due studenti: uno è di Oristano, l'altro è di Carbonia. Ne ho incontrato solo uno, quello di Oristano, perché con l'altro abbiamo orari incompatibili.

cagliari2Vivere da soli non è affatto male. Devi soltanto abituarti a pensare a cose di cui normalmente non ti cureresti mai. Scegliere un detersivo rispetto a un altro, ad esempio. Devi anche entrare nell'ordine delle idee che, se una cosa non te la fai da solo, nessun altro la farà per te. Il pavimento resterà sporco, se tu non lo lavi. Le tue magliette puzzeranno di sudore, se non fai una lavatrice. E così via.

Sto facendo amicizia anche con persone al di fuori della redazione, e questo è positivo. Almeno riesco a staccare un po', a non parlare sempre e solo di lavoro. Ho un paio di momenti della giornata ai quali non rinuncerei mai, per nulla al mondo. La musica del lettore mp3 alla mattina, quando faccio a piedi la strada per andare in redazione e il latte macchiato al bar davanti al posto dove lavoro. La redazione, e con questo chiudo, è molto bella. Grande, spaziosa, luminosa e pulita. I colleghi sono simpatici, e quasi tutti disponibili. Insomma, sono capitato bene, è l'ambiente ideale per lavorare. E anche l'occasione che mi stanno dando è più unica che rara. Sono fortunato.

cagliari1Non so quando tornerò a Roma, onestamente. Spero non tra molto. Della mia città mi mancano diverse cose, anche quelle negative. A Cagliari non si vive male, solo che la sensazione di stare su un'isola è evidente. Lo vedi dalle persone, dalla loro mentalità. E dal fatto che il sabato e la domenica qui è tutto fermo. Ecco, Cagliari è una città che al fine settimana vuole riposare davvero. E' una città morta, in quei giorni. C'è poco da fare.