mercoledì, 31 gennaio 2007
Con i peli del culo a batuffoli
Categoria:società , scritto da stefano havana
Ho guardato, ieri sera, Luciano Moggi in televisione ospite della trasmissione di Enrico Ruggeri: "Il Bivio". Mi ci sono proprio messo, nel senso che sapevo che c'era e mi sono seduto apposta davanti al televisore. Va bene, non voglio parlare di Moggi.
Voglio parlare di Dio. Voglio parlare della Fede. Le telecamere della trasmissione di Ruggeri hanno indugiato per tutto il tempo su questo braccialetto al polso di Luciano, un crocifisso d'oro molto fine e sicuramente molto benedetto da qualche Padre connivente. Lui stesso, per la durata dell'intera trasmissione, ha spesso parlato di fede cristiana: Moggi Luciano ha parlato di fede cristiana e anche di come proprio Dio lo abbia salvato da propositi di suicidio. Fede cristiana, Dio, crocifisso al polso, voglia di farla finita. Mettiamo queste cose da una parte. Ho fatto un giro di pensieri, esattamente a questo punto, e ho capito che – non sempre, è chiaro – sono i Cattivi ad avere bisogno di Dio. Moggi col crocifisso e la fede cristiana, Pinochet con quattordici preti al funerale, (ma nemmeno uno a quello LAICO di Welby) Provenzano e la Bibbia, Saddam Hussein e il "suo" Dio, i kamikaze e il fondamentalismo, la jihad, gli assassini nelle carceri tutti inginocchiati col rosario in mano. Non c'è un Cattivo che non sia anche un Perfetto Credente. Non che certi Buoni non credano. Credono. Però ostentano meno di così: non si fanno ciondolare niente addosso in diretta televisiva. Non lo tirano fuori come un pornodivo fa con l'uccello. I Buoni – più o meno – fanno quello che devono fare più silenziosamente e in genere ci restano secchi prima. (o comunque la fanno franca di meno) Me lo sono immaginato Moggi, in piena Calciopoli, inginocchiato contro il bordo del lavandino del cesso a pregare Iddio e a riceverne l’Assoluzione. Credere in qualcosa di Alto è prerogativa di chi si è già giocato tutto in Terra. Perdendo 3-0 la partita.





