lunedì, 05 febbraio 2007

Uno sbirro morto in piazza è il punto di non ritorno
Categoria:attualità, scritto da andy capp


Il circo stavolta si è fermato. Ma tranquilli, tra poco ricomincerà tutto, come sempre. La differenza fondamentale infatti rispetto al passato è che venerdì sera a Catania il morto c'è scappato. Punto. Per il resto quelle che si sono viste sono normali scene di guerriglia urbana che vanno avanti da anni, domenica dopo domenica, in tutte le città d'Italia dove si gioca il campionato di calcio.

Io non so di chi sia la colpa. Vado allo stadio da solo da quando avevo dodici anni, mi sono trovato decine di volte in situazioni pericolose e da quando avevo dodici anni ho la consapevolezza che se non c'era scappato il morto in quelle occasioni vissute in prima persona era stato per puro miracolo. Quindi mi stupisco di chi si stupisce. Si è fatto riferimento in questi giorni al caso di Vincenzo Spagnolo, ammazzato nel 1995 sotto la sua curva da un tifoso milanista, perché quella fu la prima volta in cui il campionato si fermò. Da allora però di morti nel calcio ce ne sono stati altri, ma in quei casi bastò il minuto di silenzio  per archiviare tutto.

Stadio vuoto

Che tipo di credibilità può avere il calcio italiano se dopo tutto quello che è successo questa estate non è stata presa una decisione che sia una per cambiare seriamente le regole? Ha pagato solo Moggi, dicono, ma troppo bene gli è andata. Carraro? Condannato a 80 mila euro di multa, che non vuole nemmeno pagare. Galliani? Tutto ok, è lì a gongolare per aver appena comprato quel venduto di Ronaldo. Che credibilità può avere il nostro calcio se ha esaltato una Nazionale guidata da un capitano dopato, con un allenatore che bombava i giocatori, e che ha vinto trascinata da un coatto tatuato (tra l'altro una pippa vergognosa) che passa tutti i 90 minuti a insultare gli avversari? Queste sono le verità e i mezzi eroi degli italiani, a cui evidentemente andava tutto bene. Quindi non lamentatevi e anzi, fate un riflessione perché il fatto che ci sia UN solo morto è una notizia positiva.

Eccolo il vostro show business, il calcio moderno con la sua squadra più importante in serie B per aver rubato i campionati e comprato gli arbitri, con le altre due squadre più importanti che per anni si sono scambiate i giocatori a prezzi gonfiati per falsare i bilanci. E gli stadi? Sono da rifare? No, sono da mettere in galera quelli che hanno fatto finta di rifarli, Carraro, Montezemolo e quel buffone di Matarrese in testa. Sì, Matarrese, il neopadrone della Lega, messo lì dagli stessi presidenti che non hanno rapporti con i capi tifosi; vero Galliani? Vero Barone?. Ma torniamo a Matarrese, quello che ha il fratello che costruisce gli ecomostri sulla costa pugliese: è tornato a farci la morale, lui, che con il calcio ci si è solo arricchito. Evidentemente non gli basta la pensione da 7 mila euro che prende dallo Stato per aver seduto pochi giorni in Parlamento.

Amo il calcio più di me stesso e la Roma è la mia vita. Ma arrivati a questo livello di ipocrisia non me ne frega più nulla, del gioco e del movimento ultras che in passato ho frequentato, e che ormai si è involuto a tal punto da aver totalmente perso la bussola. Tenetevi il vostro finto moralismo, tenetevi la vostra zona franca. Io senza pallone, campo lo stesso. Anche se rivendico il mio diritto di vedere le partite.

Questo era uno sfogo. Domani sarà il giorno dell'analisi.