venerdì, 23 febbraio 2007
Maledetti piccoli uomini
Categoria:dissenso, scritto da stefano havana
Ce l'ho con quelle teste di cazzo, quelle facciacce brutte buone per il batticarne, che alla notizia del governo caduto, battuto, dimesso, erano distorte dalla felicità, evvai! viva! bis!, come se vivessero nel Kurdistan, loro, o nel Klondike o su Venere. Ce l'ho con tutti quei senzadio, senz'anima e senza cervello che si dimenano come vermi all'amo urlando, bofonchiando, VOMITANDO cose come "io l'avevo detto che...", "beato chi a votare non c'è andato..." e via dicendo, perché costoro non si rendono conto, non capiscono, non maturano l'idea che proprio per colpa di questi ermafroditi, questi indecisi, questi oscillatori dimmerda, questi bisessuali che nemmeno si prendono la briga di scegliere: o in culo in figa, esattamente per colpa di questa gente sempre in mezzo alla strada, è per colpa loro se adesso l'Italia è quella che è, ovvero un Paese senza un governo a governare e senza un governo all'orizzonte, nemmeno uno.
Ce l'ho con quelli che adesso sì che si ragiona, si respira, come se la sola sottilissima idea di riaprire le porte a una forma anche protozoica di berlusconismo possa servire a qualche cosa, se non a sprofondare definitivamente. No, non credo che Berlusconi sia il male assoluto, e smettela VOI di ridurre a questo il ragionamento. Credo anzi che Silvio abbia molte meno colpe dei berlusconini suoi adepti, loro sì che sono il male assoluto, ecco, il berlusconismo, questo è il male assoluto, un certo atteggiamento vivissimo, per carità, anche in certe frange sinistrorse, anche in persone molto vicine a me, quello sì è il male assoluto; culi flaccidi che si sollevano da poltrone che hanno ospitato ben altri uomini in passato e lanciano in aria giornali, carte, bisbocciano e urlano, fanno il gesto dell'ombrello in diretta televisiva, ridono, tra loro c'è di tutto, ex galeotti, pregiudicati, rincoglioniti, depravati. Questo è il male assoluto: il fatto che gente così esulta, gioisce, va a mignotte e VOI dite che va tutto bene, dite che era ora, dite che adesso sì. In culo.
Ce l'ho con i pacifisti del cazzo, questi pacifisti con kefie e canne in bocca che si radunano in piazza al suono maledetto delle canzonette di John Lennon e a cui non glienefregaunbeneamatocazzo della base o non base di Vicenza: è solo gente che preferirebbe sentire bene il televisore la domenica pomeriggio, e non aeroplani sorvolare a bassa quota le loro infrastrutture abusivissime. Ce l'ho con i fiorellini, con gli anti-americani, con quelli che il Cermìs, con chi crede che il mondo sia tutto qui, tutto in Italia, no peggio, tutto entro il G.R.A., mentre l'Italia io la farei saltare in aria seduta stante e osserverai dall'alto, al sicuro su una mongolfiera, affondare nel Mediterraneo tutto il marmo di Carrara, il Colosseo, le tele di Leonardo. Ce l'ho con i peace & love, come se bruciare tutte le armi in un sol momento possa mai servire a niente, come se l'uomo non comincerebbe a massacrarsi a morsi, a bastonate, a colpi di pisello a suon di retorica. Volete meno morti nel mondo: ottimo, cominciate a vietare per legge le famiglie, ché lì sì che si fanno i morti innocenti veramente. Altro che DiCo. È l'amore che bisogna vietare: quello sì che ammazza come e quanto Kabul. Personalmente ho capito che, se voglio stare al sicuro, è dentro uno stadio che vado.
Ce l'ho con questo paese e con tutti quelli che hanno il coraggio di gioire davanti al Disastro Politico, come se fosse una questione di roma e lazio, di totti e di di canio, di beatles e rolling stones: ce l'ho con i politici che ho votato, perché si stava per andare vicini così a un governo appena appena decente. Già se ne sentiva l'odore: condividevo tutte le riforme, ogni singolo passo di Bersani, m'era piaciuto perfino - e dico perfino - il discorso di D'Alema, quello prima della catastrofe al Senato. Ce l'ho con tutti quei maiali - perché siete maiali - che lamentano 65 euro in meno in busta paga, e vanno a sbattere i pugni, tutti e due, sul cruscotto in radica della bentley azzurrina parcheggiata in doppia fila (scena realmente accaduta); ce l'ho con tutti quelli che ne stanno facendo un fatto personale, tipo: ve l'avevamo promesso, e adesso a casa, roba che nemmeno sui peggiori ring di pugilato sottoclou.
Ce l'ho con voi, piccoli uomini: qualsiasi cosa sia successa e stia succedendo siete voi che dovete fare un passo indietro. Io non voglio sentire cazzi.





