mercoledì, 21 marzo 2007

Io, che odio la Lazio... ma sto con gli Irriducibili
Categoria:dissenso, scritto da andy capp


Forse in pochi sono a conoscenza del fatto che a Roma si sta consumando da qualche mese la vittoria del piccolo neoduce. Parlo di un argomento che non ho mai affrontato con tono serio (al massimo in qualche sfottò con Ste), parlo della Lazio e della rivincita del suo Presidente Claudio Lotito, l'uomo nuovo del calcio italiano. Salito alla ribalta per il suo atteggiamento logorroico nelle tv nazionali, il piccolo neoduce è riuscito prima nell'impresa di salvare la società, riuscendo ad avvantaggiarsi di una legge oggi abrogata (dilazione del debito Irpef in 23 anni) da cui nessun'altra azienda ha tratto giovamento, e poi a vincere la battaglia ideologica contro gli Irriducibili.

Lotito e Di CanioPremessa: per formazione culturale e per passato personale non ho mai visto di buon occhio il gruppo guida del tifo laziale. Ma quello che è stato fatto in questi mesi è vergognoso: così come è vergognoso l'atteggiamento della mediocre stampa locale che segue le vicende di casa biancoceleste. Gli Irriducibili hanno preso un abbaglio e sono senza dubbio rimasti scottati dalla vicenda Chinaglia (stanno pagando in prima persona da mesi). Ma al piccolo neoduce mi piacerebbe ricordare che a volte basta vincere e non c'è bisogno di stravincere. Il punto più basso è stato toccato un paio di domeniche fa quando in una partita casalinga è stato affisso (dall'interno del campo e non dalle tribune) uno striscione a favore della società. E' nota la spaccatura nella tifoseria: Curva Nord in silenzio per sette mesi per solidarietà ai capi in galera e mugugni nella Tribuna, perché con una squadra che lotta per il terzo posto è assurdo scioperare. Già, come è assurdo oggi contestare agli Irriducibili di aver fatto i soldi con i negozi Original Fans (tutto commercio alla luce del sole, sia chiaro) quando sono stati gli stessi tifosi da tribuna a comprare per anni le sciarpe e le felpe che vendono gli Irriducibili.

Poi al piccolo neoduce vorrei chiedere che cosa è successo davanti all'Agenzia delle entrate (un tifoso anziano ben noto è rimasto colpito da ictus dopo la carica della polizia), oppure quanto è stato importante il ruolo degli Irriducibili nel momento in cui si doveva manifestare per salvare la Lazio.

Una delle sue ultime perle di saggezza era contenuta in un'intervista di qualche settimana fa al Corsera: "La mia villa a Cortina d'Ampezzo domina quelle degli altri vip. Io a Briatore je tiro le palle de neve ner giardino". Qualche giorno dopo ancora lui, stavolta su Repubblica, diceva di sognare un calcio moralizzato e didascalico.

Chissà cosa stava pensando il piccolo neoduce quando alcuni carabinieri un giorno lo hanno beccato mentre diceva queste cose al telefono con Innocenzo Mazzini, ex vicepresidente della Figc: "Quindi lui (Carraro, ndr) ci aveva parlato (con i designatori, ndr)? Questo è un fatto positivo, allora significa che è leale con me". E ancora: "Ma l'ha fatto specificamente o genericamente? Nel senso per una conduzione anche futura non solo specifica per un fatto?".Mazzini: "No, no... me lo ha confermato, non solo... ma è un intervento pressante". Lotito: "Bisogna che te li lavori tutti e due e ci parli in modo chiaro, comincia, comincia, dobbiamo vedere e cominciamo a dire, hai capito? A stabilire, a stabilire, capito?".

Il simpatico Innocenzo Mazzini aveva già parlato del piccolo neoduce con il designatore Pairetto: "Mi ha cercato Lotito, voleva sapere, lui aveva parlato con Carraro, credo venerdì, sulla richiesta di attenzione verso il suo caso, perché tu sai è uno dei portabandiera di pro Carraro, pro Galliani, ma Carraro v'ha detto qualcosa e non v'ha detto niente?... Cerca di capire Gigi, lui vuole sapere soltanto se Carraro vi ha detto qualcosa, di tenere in considerazione la posizione della Lazio e sua, perché lui sta facendo tanto...".

Lotito

Sono queste le basi per un calcio moralizzato e didascalico? Lo chiedo ai tifosi laziali; oggi terzi in classifica e felici, solo ieri in serie B e in preda a una crisi di nervi. La coerenza per me è ancora una virtù.