giovedì, 26 aprile 2007

Il diavolo insegnava a Rignano Flaminio
Categoria:attualità, scritto da andy capp


BimboQualcuno ha detto che ci vuole prudenza nelle accuse e forse ha ragione. Qualcun altro che bisogna appellarsi alla presunzione di innocenza perché fino al terzo grado di giudizio nessuna persona è colpevole. E' vero, sono concetti condivisibili in qualsiasi situazione. Ma forse non in questa, dove si viene a sapere che gli orchi delle fiabe esistono davvero. Non è semplice iniziare a leggere i verbali dei racconti di Rignano Flaminio e arrivare alla fine senza un senso di disgusto. Il gioco del lupo, quello del tavolo o del dottore assomigliano più a torture psichiche e fisiche verso vittime innocenti piuttosto che a ludici passatempi. Eppure qualcuno, non una, non una più un'altra complice, ma ben sei persone hanno avuto la lucidità mentale, la volontà e soprattutto l'assenza totale di qualsiasi rimorso per fare quello che hanno fatto. Per più di un anno, dimostrando che il male può sovrastare qualsiasi coscienza individuale.

Questa storia orribile ha dell'assurdo. Non tanto nella dinamica delle violenze stesse quanto nello sviluppo della vicenda. Sei persone arrestate per associazione a delinquere finalizzata alla sottrazione di minore e alle violenze sessuali. Tre maestre, il marito di una di queste, la bidella della scuola e un benzinaio. Le violenze duravano da oltre un anno, da quando alcuni genitori insospettiti dagli arrossamenti riscontrati nelle parti intime dei loro bambini avevano presentato delle denunce. Ma dalle istituzioni nessuna risposta, "... solo pacche sulle spalle e bei sorrisi", ha commentato il presidente dell'Associazione Genitori Rignano Flaminio. La preside nega ogni accusa, i fermati giurano sulla loro non colpevolezza. Eppure i racconti dei bambini combaciano in ogni particolare: la casa, i quadri, il maialino, l'uomo nero. Chi è l'uomo nero?

DiavoloI piccoli durante l'orario scolastico venivano portati fuori dall'istituto con un pullmino fino per raggiungere un appartamento dove venivano consumate le violenze. Ma nessuno sapeva, nessuno ha visto. Per oltre un anno  a nessun altro maestro della scuola, alla preside e un custode, a un fottuto passante è parso strano che lì a Rignano, un paesino alle porte di Roma, avvenissero tutte queste gite non programmate. "Ma come è possibile fare quello che hanno detto di noi? Uscire da scuola con i bambini per andare in quella casa, in un paese di poche migliaia di persone con il rischio concreto di poter incontrare i genitori dei bimbi?". Queste parole di una delle maestre arrestate sono l'unica cosa che lascia perplessi. Perché a questi interrogativi servono delle risposte urgenti. Cosa c'è dietro la storia di Rignano, chi si nasconde dietro questa associazione a delinquere? Chi è che faceva bere il proprio sangue alle vittime? La cronaca nera dell'Italia è ricca di delitti a sfondo satanico che non hanno mai portato alla luce i veri colpevoli. Speriamo che questo non sia un nuovo capitolo del libro nero del male.

ScuolaAlcuni criminologi dicono che lo shock provocato da una reato come la pedofilia in una piccola comunità, come può essere quella del paesino in questione, possa portare alla negazione totale, al rifiuto della realtà. Proprio perché una tale violenza sui bambini viene rifiutata dall'essere umano. Ma a volte è necessario andare oltre le apparenze. Se qualcuno sa qualcosa deve parlare, affinché il marcio venga estirpato alla radice, affinché altri diavoli, perché di questo stiamo parlando, non siano più liberi di rovinare vite innocenti. Questa storia non finisce qui. Come non finirà qui il dolore di genitori e bambini. Mai come oggi c'è assoluto bisogno di conoscere la verità. Chi sa qualcosa, chi ha visto qualcuno, non esiti a denunciare.