sabato, 12 maggio 2007

La cannabis non uccide i bambini
Categoria:scritto da stefano havana, weekend con il dubbio


E' molto bello, molto italiano, bravi, molto di destra, molto da piccoli uomini, quindi è anche molto di sinistra - ché lì ne abbiamo un elenco tipo quello del telefono, di uomini minuscoli come il pene di un nano - bene, bis, è soprattutto molto, molto politicamente tipico speculare adesso sulla carne morta di due bambini e su quella ferita di un'altra decina. Dire che le droghe leggere e quelle pesanti eccetera eccetera. Perciò, se me lo consentite, con buona pace di quelli che pensano, di quelli che fumano, di quelli che una canna ogni tanto, di quelli che non fanno niente di male, di quelli che sono stati dentro per possesso, di quelli che si sono fatti beccare per spaccio, di quelli che alle manifestazioni ci vanno vestiti da Bob Marley, ecco se non vi offende troppo, io adesso mi sento in preciso dovere di dire questa cosa.

La cannabis non uccide i bambini.

La cannabis non uccide i bambiniPunto. Dopo una canna puoi dare un esame di astrofisica oppure fare all'amore, o ancora operare al cervello un paziente e nessuno si accorgerà della differenza. Tantomeno se la canna te la sei fumata la sera precedente. Non è un ragionamento di sinistra oppure un ragionamento di destra: è un ragionamento. Una canna non uccide i bambini: al massimo uccide i totani, se per caso è da pesca, ma non fa fuori i bambini e non fa rovesciare gli autobus della gita scolastica. I bambini sono stati uccisi colposamente e feriti dall'incapace signor Michele Tizzoni, anni trenta, che nell'aspetto, nell'età, nelle abitudini e nei vizi è esattamente prossimo a me, però mi sa che guida assai peggio. Beve quanto me, fuma quanto me, si veste come me, frequenta forse gli stessi posti, con la differenza che il signor Tizzoni faceva un mestiere per cui forse non era portato. Anche questo, è molto, molto tipicamente italiano: dare mestieri alla gente che invece dovrebbe fare dell'altro. Ecco, mi sa che sono queste le morti sul lavoro davvero bianche, le morti sul lavoro di cui si dovrebbe occupare Napolitano o il comico Rivera. Le morti dei bambini che crepano perché un tizio guidava con una mano sola, oppure parlava al telefonino o vai a capire, alla fine stai a vedere che s'è trattato di un sasso, o di un buco nell'asfalto, o di un cazzo di colpo di sonno.

Oppure diciamo di no, diciamo che la colpa è tutta del signor coso, come si chiama, e che la patente gli andava ritirata assai prima che cominciasse a mietere vittime. Diciamo che il signor Tizzoni, poveretto, era un totale incapace, un inetto, uno che nonostante avesse moglie e figlio, che per lui stanno avendo parole splendide, così come tutti i suoi amici, diciamo che nonostante queste cose sentimentalmente pornografiche, può darsi che il Tizzoni fosse uno che guidava assonnato, stanco, oppure che non sapeva guidare affatto. Un incapace, uno dei tanti milioni che occupa, in Italia, posizioni lavorative di prestigio. Di chi sarebbe la colpa secondo voi? Di un tiro di canna fatta la sera prima? Veramente la pensate così? Veramente esistete?

E' questa la domanda che vi pongo in questo primo weekend con il dubbio. Abbiate cura nelle risposte e a lunedì.