mercoledì, 06 giugno 2007

Un americano a Roma
Categoria:attualità, scritto da andy capp


Nando MericoniIl Presidente degli Stati Uniti George W. Bush venerdì sarà a Roma. Si teme per l'ordine pubblico e per la sicurezza, in particolare per la visita programmata alla Comunità di Sant'Egidio a Trastevere. Ora, fermo restando che in ogni democrazia non deve assolutamente essere messa in discussione la visita di un capo di Stato e per di più alleato (anzi padrone), credo che sia altrettanto doveroso consentire manifestazioni di dissenso, protesta e contestazione, anche forti e violente. Ognuno credo sia libero di poter recriminare il proprio diritto a delinquere. Quindi se ci sarà una zona rossa l'obiettivo sarà violarla. Non ci trovo niente di strano nelle dichiarazioni dei no global, altrimenti non sarebbero tali.

Trovo invece sconcertanti le dichiarazioni di Fassino che ha parlato di "contestazioni inopportune". Sono almeno 5 anni che la sinistra dice di non condividere la politica estera degli americani e poi quando arriva finalmente il momento di una sanissima e doverosa contestazione di piazza la si bolla come inopportuna. Io credo che di inopportuno qui ci siano solo i leader di questa coalizione di Governo. Tre giorni fa una nota da Palazzo Chigi riferiva dell'assenza per impegni istituzionali del Ministro degli Esteri Massimo D'Alema al vertice dell'Unione, dopo i malumori denunciati dall'ala sinistra della coalizione e lo scottante caso Visco all'orizzonte. Sapete qual era l'impegno istituzionale del Ministro degli Esteri Massimo D'Alema? La prima gara della finale della Louis Vuitton Cup a Valencia.

Americano a RomaIn tutta questa storia lascia l'amaro in bocca anche la presa di posizione della stessa Comunità di Sant'Egidio, una realtà molto forte sul territorio di Roma, sempre in prima fila nell'assistenza a poveri, extracomunitari, senza fissa dimora. Mario Giro, responsabile delle relazioni internazionali della Comunità, ha così chiarito i retroscena della visita del presidente degli Stati Uniti che sabato mattina incontrerà i vertici del movimento umanitario da anni protagonista sulla scena mondiale di trattative e opere di mediazione in diversi scenari di guerra, dai villaggi libanesi assediati nell'82 alla pace in Mozambico e in Guatemala, fino alle mediazioni per far tacere le armi nei Balcani, nel Kosovo, nel Burundi e, nel marzo scorso, in Costa d'Avorio.

Cuba"La visita di Bush è per noi molto importante — ha detto Giro — anche perché con le varie amministrazioni Usa ci sono sempre stati stretti contatti e rapporti di collaborazione. Qualche anno fa venne a trovarci anche l'allora segretario di Stato Madeleine Albright, e poi da noi sono stati ricevuti capi di Stato e di governo. Non è mai accaduto nulla. Disagi a parte, gli abitanti e i commercianti di Trastevere saranno contenti: è un motivo d'orgoglio ospitare visite importanti come questa. È un'opportunità in più per essere conosciuti in tutto il mondo». Non scherziamo: qui non stiamo parlando dei disagi dei cittadini romani di Trastevere, che della visita di Bush se ne fregano. Qui parliamo di un'associazione umanitaria che accoglie uno dei principali responsabili delle guerre nel mondo con tutti gli onori. E' come se i netturbini ringraziassero chi lascia bottiglie e cartacce in giro, altrimenti sarebbero disoccupati.

Bush è persona non gradita e come tale deve essere trattata