lunedì, 25 giugno 2007

Valerio Verbano
Categoria:politica, scritto da andy capp


ImmagineEra il 22 febbraio del 1980 quando alla porta bussarono tre sconosciuti incappucciati. La signora Carla andò ad aprire. "Siamo amici di Valerio", le dissero prima di fare irruzione nell'appartamento e immobilizzarla. I tre erano armati di pistole munite di silenziatore. In pochi attimi, erano passate da poco le 13, anche il marito della signora Carla venne legato e imbavagliato. La famiglia Verbano abitava nel quartiere di Valmelaina. Valerio, 19 anni, era uno studente del Liceo Scientifico Archimede con la grande passione per la politica, che in passato gli aveva procurato anche qualche problema. L'anno precendente, esattamente il 20 aprile, era finito in prigione con l'accusa di fabbricazione di materiale incendiario. Valerio era un autonomo piuttosto attivo. Durante la perquisizione che seguì il suo arresto, venne sequestrato del materiale indicato in un verbale. Il 22 dicembre per questa faccenda Valerio venne condannato. Due mesi dopo, fu giustiziato.

Ma torniamo al 22 febbraio del 1980: in casa Verbano tre sconosciuti con il volto coperto da un passamontagna sono nascosti in salotto. I genitori sono immobilizzati e imbavagliati in camera da letto. Valerio rientra a casa verso le 13,30 e dopo una colluttazione viene immobilizzato e freddato con un colpo alla nuca. Cosa volevano da lui? Chi erano quei tre personaggi? Sono domande che dopo 27 anni non hanno ancora trovato una risposta. La vicenda giudiziaria infatti è stata archiviata, mentre ancora oggi la lapide che lo ricorda nel quartiere viene oltraggiata (l'ultima volta il 20 maggio scorso).

GiornalePerché la storia di Valerio è così diversa da quella dei tanti ragazzi, di destra e sinistra, che a cavallo tra gli anni settanta e ottanta hanno perso la vita? Ricordate la documentazione sequestrata nell'aprile del 1979? A verbale figurava anche un dossier. Un dossier fatto da Valerio, che aveva portato avanti un'inchiesta militante sull'attivismo fascista, con particolare attenzione ai NAR, i Nuclei di Azione Rivoluzionaria di Fioravanti, Mambro, Alibrandi. Nell'ottobre del 1980, durante il processo per il suo assassinio, la sparizione del materiale venne definitivamente accertata quando i genitori chiesero il dissequestro dei materiali, tra i quali mancava quello che veniva definito dossier NAR.

LapidePer un puro fatto accidentale dunque tutto il materiale raccolto da Valerio finì in altre mani per poi sparire misteriosamente. Che cosa volevano allora i tre sconosciuti da Valerio? Forse volevano sapere se c'erano altre informazioni, oppure volevano solo punire l'autore di scomode scoperte. Di cosa si parlava nel dossier? Nomi, indirizzi, telefoni, rapporti tra estrema destra e apparati deviati dello Stato. Non se ne sa molto. Ma del dossier NAR era venuto a conoscenza anche il giudice Mario Amato, che indagava sull'eversione nera. Amato venne ucciso dai NAR il 24 giugno del 1980. Poco più di un mese dopo, il 2 agosto, saltò in aria la Stazione di Bologna.

Oggi su noantri ho voluto raccontare questa storia perché stanotte a mezzanotte su Teleradiostereo (92.7 mhz) andrà in onda la puntata di un programma che si chiama "Storie di Ordinaria Follia", che racconterà di Valerio e del grande coraggio della mamma Carla, che ancora aspetta giustizia e ricorda ogni giorno suo figlio attraverso questo blog.