martedì, 26 giugno 2007

Quello che mi piace
Categoria:quotidianismi, scritto da stefano havana


Manifesto del viaggioQuello che mi piace è il sapore ferroso delle mani dopo 600 km di guida. Quello che mi piace è l'Italia, cartello stradale dopo cartello stradale. Mi piace l'Appennino, verde d'estate, che t'accompagna da Firenze a Bologna e da Bologna a Firenze.

Quello che mi piace è la canottiera rossa con cui dorme Andy Capp, che la notte s'arrotola e alla mattina pare un top. Quello che mi piace è chiamare Federico da San Siro per fargli sentire i rumori del "suo" stadio e non trovarlo. Quello che mi piace è girarmi durante "Siamo soli" e scoprire che Federico ha richiamato sul cellulare di Andy Capp non trovandomi al mio: quello che mi piace è che i miei amici si chiamino tra di loro. Quello che mi piace è pensare che non c'è un mio amico che non abbia conosciuto un altro mio amico. Mi piace farli conoscere tra loro e mi piace che continuino poi per i fatti loro, attraverso sabati sera e vacanze, con o senza di me.

Quello che mi piace è Luca, nuova conoscenza milanese e attore di teatro, che va in giro con un pollice finto nel marsupio, in cui fa scomparire i fazzoletti rossi, e nel tempo libero accarezza il pancione di quattro mesi e mezzo della moglie. Quello che mi piace è tornare a casa e guidare per un lungo pezzo a 75 all'ora, quasi sulla corsia d'emergenza, perché su Radio Popolare c'è una trasmissione bellissima dedicata a Vasco e la paura di uscire dalla Lombardia e non percepire più il segnale è più grande dell'incombenza di arrivare a destinazione per le cinque. Quello che mi piace sono i Navigli, che scorrono piano e lerci tra le case di Corsico calme, con i rumori dei piatti e delle forchette che escono dai balconi. Quello che mi piace è Andy Capp che guida la mia macchina e quando sente "Don't Look Back in Anger" degli Oasis abbassa velocemente il volume e si gira verso di me, in quel modo che quando sei passeggero ti verrebbe subito da rimettergli la testa dritta verso la strada, e dice: "Ma come fai a non baciarti se senti una canzone così", con quel suo tono, giuro, talmente convincente che per un momento penso davvero che mi bacerà, non fosse del tutto omofobico e sessualmente fondamentalista verso la fica, lo penserei davvero, poi però passa una Range Rover zeppa di biondine e allora parte l'inseguimento e non si pensa più agli Oasis e ai baci.

Qui non arrivano gli ordini a indicarti la strada buonaQuello che mi piace è la nostra incapacità, in giro, di non commentare le donne, tutte, belle, brutte, vestite in qualsiasi modo. Quello che mi piace è vedere un ragazzo davanti a me, nel prato di San Siro, serio, con gli occhialini da intellettuale e perfino ben vestito, fino a quel momento silenzioso e rispettoso, impazzire all'attacco di "Ciao" e saltare pestandomi i piedi e passandosi le mani tra i capelli e sul volto, facendomi immediatamente intuire quanto abbia significato, per lui, "Ciao" e quanto amore e vita passata si siano infranti addosso alle rive di quel "Ciao, sai cosa ti dico… Ciao. Posso stare senza te, senza più tanti 'se', senza tanti 'ma', 'perché', senza un 'amore' così, io posso stare, sì". Quello che mi piace è capire che le note musicali, da sole, non contano un cazzo e non a caso sono solo sette. Mi piace l'entusiasmo che, in certi casi, sa metterci la gente, entusiasmo che da solo riesce a trasformare trenta canzoni in trenta strette al cuore, in un modo che le note non sarebbero mai in grado di fare, seppure mescolate dalla più sapiente mano.

Vasco RossiQuello che mi piace è leggere il cartello autostradale che indica l'uscita per Bologna e non resistere alla tentazione di una deviazione per concederci un piatto di tagliatelle al ragù, nonostante il ritardo, nonostante le incombenze. Quello che mi piace è mangiare un panino con la cotoletta in autogrill e sfogliare i libri in esposizione facendo molliche e infine scendere giù per le scale, seguendo la strada obbligata per l'uscita, e fermarsi a guardare gli affettati e i salumi e tutti i giocattolini kitch del cazzo che ti domandi sempre chi mai li comprerà. Quello che mi piace è mangiare 200 grammi di pennette zafferano, speck e salsiccia dopo il concerto, impresentabile in tuta e canotta, senza la voce per ordinare ma col cuore liberissimo da stress e pensieri. Quello che mi piace, nonostante il caldo, è prendere un tram per arrivare a Piazza del Duomo e guardarlo per la prima volta in vita mia, enorme e bianco, dopo tutto bello, marmoreo e gigantesco e dopo trenta secondi perdere completamente l'interesse attratto da una tedesca in minigonna, dietro cui Andy Capp s'è già avviato. Quello che mi piace è Andy Capp che, improvvisamente, durante la guida, simula un atto sessuale selvaggio, lì seduto davanti al volante, e urla: "Sai cos'è che mi fa godere? Che mercoledì lo riandiamo a sentire!" Quello che mi piace è il pensiero di tante persone che simultaneamente si organizzano e prendono treni, aerei, si mettono in viaggio, per andare a cantare, in culo agli ordini, alla fretta, alla carriera, ai soldi, alla vita. Potrei dire che quello che mi piace è la musica, ma la verità è che, certe volte, dopo tutto, siamo noi la parte migliore della storia.