sabato, 07 luglio 2007

Resistenza romana
Categoria:attualità, scritto da andy capp


Il pensiero di essere in quello stato per il bene del servizio e del Paese, è sufficiente a sostenere qualunque sofferenza con entusiasmo, forse la morte. (…) Non ti allarmare se dovessi partire. Tutto previsto. Importa soltanto che sia libera Roma. (…) Bisogna prevedere tutto. Se io non dovessi più tornare…
Vito

Caro papà, ti prego aiutare la mamma a superare il grave colpo. Avvertite subito il mio intimo amico perché faccia scappare gli altri compagni. State tranquilli: farò il mio dovere. Viva l'Italia libera!
Nando

In questa mia prima lettera ti mando anzitutto i segni del mio affetto. Tu e la piccola Simonetta siete tutto il mio mondo e solo per la grande tragedia in cui siamo travolti non possiamo godere di noi. Purtroppo oltre i doveri individuali e familiari, vi sono anche dei doveri nazionali e umani che bisogna rispettare. Per questo ti prego di volermi compatire e comprendere.
Ugo

Se tutto andasse male Juccia sappia che non sapevo di amarla tanto: rimpiango solo lei ed i figli. Confido in Dio. Però occorre aiutarsi. Io non posso che resistere e durare. Lo farò per quanto umanamente possibile. Insistete per la soluzione totale (Vaticano chieda internamento). Se vuole può ottenerlo e risolve tutto.
Beppo

Mamma adorata, 24 ore fa sono stato condannato a morte dal Tribunale Militare di Guerra Germanico. Ho il solo grande dolore di non poterti nemmeno riabbracciare! Perdonatemi, tu e babbo, se talora vi ho fatto adirare! Ma sappiate che mai come ora vi voglio bene e vi ringrazio di quanto avete fatto per me. Un bacio forte forte dal vostro.
Mario

Mia adorata e tanto buona, nella grande disgrazia che ci ha scolpito il nostro affetto già profondo si è ancora più saldato e mi sei apparsa come la mia seconda mamma, premurosa, tenera, sublime e cara come la prima, e come un figlio ti benedico e imploro il Signore affinché ti dia la ricompensa che ti meriti, cioè pace e serenità nella vita. Ricordo quanto hai fatto per me in questi sette mesi, quanti sacrifici e quante pene! Te ne chiedo scusa umilmente. Non devi piangere per me: io sono lieto e felice del mio destino e ad esso sorrido senza batter ciglio. Non ho mai avuto paura della morte come non ho mai avuto paura della vita. Basta che non piangete voi, Mamme adorate: io non mi staccherò mai da Voi e non vi abbandonerò mai più, credetelo. Ti abbraccio mia buona e cara Maria, forte forte unita ai tuoi cari che sono i miei cari, e ti chiedo perdono davanti a Dio del dolore che ti ho arrecato. Ti vuole tanto bene il tuo
Costanzo

Questo post è dedicato alla memoria della città di Roma, medaglia d'oro per la Resistenza antifascista, oltraggiata giovedì scorso dal raid di Villa Ada.

Ps: Se volete leggere altre lettere dei caduti della Resistenza romana cliccate qui.