giovedì, 19 luglio 2007

Tira di più un pelo di figa
Categoria:società, scritto da stefano havana


A me questa lettrice che ha scritto a "la Republica" già mi arrapa. Me l'immagino, donna fatta, colta e semmai in carriera, (ma non ne sono affatto convinto) con un culo sodo e bello, vestire dei completini estivi floreali o dei jeans chiari, un po' sbrecciati dietro le natiche, e indossare sandali con generoso tacco: già mi arrapa.

Se mai leggesse queste righe, per piacere si palesasse in qualche maniera, conosco un sacco di persone che la vorrebbero conoscere: tutti uomini abbastanza bruti, la gente di classe, a parte il fatto che di gente di classe non ne conosco, comunque mi sa che la gente di classe se ne sta tutta insieme ad altre donne, più semplici, meno colte ma assai più intelligenti, che giammai trasformerebbero una lettera di protesta a un quotidiano in una marchetta personale. Una lettera come quella della lettrice de "la Repubblica" io penso che soltanto "la Repubblica", ridotto com'è, avrebbe potuto pubblicarla e in prima pagina: una stampa seria avrebbe cestinato le righe di una sociopatica compulsiva, avvisando semmai anche le autorità, che ogni quattro righe fa l'esegesi del proprio culo e delle proprie caviglie, specificando però che lei usa indignarsi quando gli uomini, vedendola passare per la strada, che fanno?, le guardano il culo e le caviglie, anziché fermarsi a stringerle la mano, proiettarla in un casché, e complimentarsi, citando Dos Passos, per la doppia laurea conseguita.

Perciò io, maschio, confermo che quando incontro una donna passare le guardo prima di tutto il culo, poi le gambe, in terzo luogo le tette, quasi mai il viso e certamente neanche una volta il grado d'istruzione. E confermo pure che tutti i vezzi maschilisti dei maschi tracciati dalla lettrice nella sua lettera sono veri: il pressappochismo classista che disegna l'uomo nel suo agire sociale è quello che è. Innegabile, genetico: io sono molto maschilista. Però amo le donne, una in particolare, e, potete credermi sulla parola, porto molto rispetto per le donne in generale: quello che io noto, in tutti questi discorsi, è che a farla da padrone è sempre e solamente il sesso.

La lettrice che ha scritto a "la Repubblica" è evidentemente una a cui piace tantissimo il membro maschile eretto, noi ometti si sa quanto siamo fallo-centrici, e così via. Perciò cosa voleva dire questa tizia arrapata e arrapante con la sua lettera destabilizzante? Voleva parlare di quote rosa? Di emancipazione? Di potere alle donne? Di festa della donna? Di violenza sulle donne? Di cosa? Della sofferenza endemica delle donne? Oppure voleva parlare di sesso? C'è qualcosa a proposito del sesso che bisognerebbe dire? Io conosco un sacco di donne tutte serenamente a posto con la propria esistenza e con quella dei compagni di esistenza UOMINI (scusate se ci siamo) e che non passano le loro giornate ad alzare gli occhi al cielo non appena vengono guardate, osservate, complimentate: come mai costoro non hanno mai pensato di scrivere una lettera a "la Repubblica"? E come mai costoro non hanno neanche mai sentito il bisogno di dover parlare del loro culo e delle loro caviglie a un importantissimo quotidiano nazionale?

Vogliamo parlare di sesso, per piacere, e dire le cose come stanno? Perché farne sempre un fatto politico o sociale? Gli uomini sono maschilisti, funziona così da che mondo e mondo e io spero che non cambi mai, perché non ne posso più di questo mondo perfettino e precisino che certi sembrano sempre più auspicare, niente bugie, niente guerre, niente furti, niente rapine con scasso, niente parolacce, niente sguardi laidi dei maschi alle donne, niente più perizoma, niente più di niente.

Il problema è il sesso. Il problema è che la televisione trasmette sempre e soltanto sesso. Il problema è che solo il sesso vende. Oggi per vendere uno stendipanni servono le nudità delle donne. Le donne acconsentono perché è assolutamente legittimo che lo facciano a fronte di forti guadagni: (e questo lo dice anche la signorina della lettera a "la Repubblica") proprio l'altro giorno ho dsimesso per sempre TUTTI i miei dubbi su modelle come Giselle Bundchen: a quella tizia lì, che di lauree non ne avrà mai due, ma di culo ne ha uno che alla tizia de "la Repubblica" le dà di sicuro un allungo da primato, a Giselle Bundchen il terribile e pericolosissimo mondo maschile rifila circa 40 milioni di euro all'anno, secondo recenti stime. Quindi perché non fare la Giselle Bundchen se sei Giselle Bundchen? Date 40milioni di euro alla tizia de "la Repubblica" e la tizia de "la Repubblica" non scriverà MAI PIU' una lettera a "la Repubblica". La tizia de "la Repubblica" molto probabilmente ha un grandissimo culo, due lauree e neanche un lavoro come si deve. (è l'unica cosa di cui NON parla nella lettera)

Probabilmente quel culo lo darebbe via anche subito per l'ultimo posto disponibile all'Isola dei Famosi. Quindi, per favore, lo dico ancora: non facciamo gli eroi. Il mondo funziona così e finché ci sarà aria da respirare io non farò mai, dico mai, attraversare la strada a una donna brutta. La tizia de "la Repubblica" non ha detto nulla di nuovo e non ha certo centrato il problema proponendo di affogare i bimbi maschi appena nati, oppure di obbligarli a rifarsi il letto sin da piccoli: il problema è il sesso. La nostra società, grazie a farabutti disonesti e pericolosi come Costanzo (nuovo direttore del Brancaccio, fatto fuori Gigi Proietti, complimenti) o come sua moglie, pone i pilastri dell'accettabilità sociale esclusivamente sulla bellezza, sulle fette di culo in vista, sui muscoli addominali e sul sesso. Niente di nuovo. Briatore ha detto che Vallettopoli non ha fatto altro che incrementare il suo giro d'affari. Lele Mora ha detto che Vallettopoli non ha fatto altro che incrementargli il conto in banca. Fabrizio Corona ha detto che Vallettopoli lo ha rilanciato: tutte e tre queste persone hanno detto quello che hanno detto in compagnia di strafiche abbronzate e svestite.

E' il sesso che fa girare tutto, non il maschilismo né il femminismo: è tutta una questione di mercificazione sessuale. Vince il sesso e il pelo di figa tira più che un carro di buoi. Indi per cui: le donne soffriranno ma domineranno il mondo, perché la moneta-pisello farà presto la fine che ha fatto la lira. Trovate un lavoro decente a tutte le bi-laureate con un culo così e avrete un universo di bi-laureate con un culo così che non ci penseranno nemmeno a scrivere una lettera indignata a "la Repubblica".

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piccolo update che rende ancora più inutile il dibattito...