mercoledì, 15 agosto 2007

Cibo
Categoria:estate, scritto da stefano havana


Ieri sera F. ed io siamo andati a mangiare in un ristorante italiano a Mosteiros, un posticino di un centinaio d'anime e due cozze tutto a ovest dell'isola di San Miguel.

C'era molto vento e si sentiva il rumore del mare perfino dall'interno del cesso: ci ha spiegato la signora del ristorante che Mosteiros e' l'unico paesino dell'isola circondato per tre lati dal mare e che il mare, in effetti, e' proprio lui l'anima del posto, il sindaco, il vicesindaco e anche tutti gli amministratori comunali. La signora del ristorante italiano e' la proprietaria e la cuoca: naturalmente e' italiana. Vive a Mosteiros, questo paesino a picco sul mare che e' diventato il nostro preferito, da 12 anni col marito e la figlia. Il marito e la figlia lavorano anche loro al ristorante: il marito cucina e pulisce, la figlia sta ai tavoli. Questi tizi hanno vissuto a Cuneo fino a che, un bel giorno, non hanno deciso di trasferirsi qui, a Mosteiros. Hanno aspettato la licenza per due anni e mezzo e quando gliel'ho chiesto, la signora ha fatto una smorfia con la faccia e ha detto che, al confronto, la burocrazia italiana e' la cosa piu' agevole di questo mondo. Mi sono un po' rincuorato: comunque abbiamo mangiato abbastanza bene. Ne' io ne' F. eravamo mai stati prima in un ristorante italiano all'estero: la carbonara era quanto di piu' lontano possibile da una carbonara vera, non perche' fosse cattiva, semplicemente non era una carbonara. Non e' che uno prende la pasta, ci mette l'uovo, la pancetta e tutto e allora ha fatto una carbonara: ci vuole qualcosa in piu' per fare una carbonara autentica, che non e' per forza bravura, o maestria, non lo so nemmeno che cos'e' questa cosa che ci vuole per fare una carbonara vera, a parte la pasta, la pancetta e l'uovo, ma qualsiasi cosa sia e' sicuro che non c'era nella carbonara di ieri.

Pero' le bruschette erano ottime, abbondanti, io le ho prese col gorgonzola, che e' un formaggio che qui non esiste, un po' come la pastasciutta: non esiste, invece F. le ha prese semplici, con un po' di sale e un po' di olio ed e' stato proprio al primo morso alle bruschette che ci siamo guardati, F. ed io, contemporaneamente, come succede a due che stanno su un treno a leggere il giornale e senza dirsi 'A' alzano gli occhi dall'articolo nello stesso momento e si guardano e poi subito dopo si dimenticano, cosi' ci siamo guardati, e tutti e due, con la bocca piena, abbiamo detto: "L'olio...". Uno non pensa mai a quanto siano buone certe cose come l'olio, l'olio vero, intendo, quello extravergine e compagnia bella, ma su queste bruschette c'era l'olio vero e noi ce ne siamo accorti subito, al primo morso, dopo migliaia di morsi dati in questi giorni a tante altre cose semmai ottime ma condite con olio-non-olio, perche' e' evidente che l'olio delle Azzorre non deve essere granche', forse perche' qui l'olio buono non serve a molto se non a condire l'insalata. (i pomodori sono buoni e anche l'insalata stessa. I fagiolini, invece, come a Cuba - dev'essere un mistero dell'Atlantico, questo, non sanno di niente)

La carbonara, come dicevo, non era una carbonara. Anche qui abbiamo fatto un numero come quello di prima, quello dei due tizi che leggono in treno e a un certo punto si guardano, ci siamo guardati anche noi un'altra volta dopo la prima forchettata e abbiamo detto: "Ma c'e' la panna..." e in effetti la panna c'era, la qual cosa ha dimostrato che se metti un tizio di Cuneo dietro ai fornelli a fare la carbonara, la carbonara del tizio di Cuneo non sara' mai come la carbonara di un altro tizio di Roma, perche' il tizio di Roma non ci mettera' mai la panna nella carbonara - anzi mi ricordo un episodio, a Roma, in cui, per una serie di motivi contingenti, proprio F. si trovo' costretta a chiedere se, per caso, nella carbonara ci fosse la panna e la tizia del ristorante a cui F. chiese questa cosa si arrabbio' tantissimo, le domando' se stesse scherzando, perche', appunto, la panna nella carbonara non ci va, non c'entra niente, la carbonara cosi' preparata, con la panna, diventa una specie di pappa alla boscaiola che non e' il massimo della vita e comunque non corrisponde alla cosa - CARBONARA - che sta scritta sul menu.

Ad ogni modo dopo circa sette minuti le forchette facevano rumore sul fondo del piatto, vuoi la fame, vuoi la nostalgia fisica per certi sapori, ed eravamo tutti e due contenti. Alla signora di Cuneo, quand'e' venuta al nostro tavolo, non abbiamo detto nulla a proposito della carbonara sbagliata, invece l'abbiamo ringraziata per l'olio sulle e bruschette lasciando il commento sulla pasta alla testimonianza dei due piatti vuotissimi. Il ristorante piano piano s'e' svuotato e lei stava sempre li' al nostro tavolo: ogni volta che uno si alzava per andare via, quella ci diceva sottovoce chi fosse, cosa facesse e perche' fosse diventato, nel tempo, un cliente affezionato. Ci ha tenuti cosi' fino alle due di notte e non vi dico gli sbadigli che abbiamo, tutti e due, dovuto affogare nella carne delle guance: ci ha anche raccontato di tutti i guai che il sale del mare puo' combinare alle cose di un paese che ne e' circondato. Non me lo sarei mai aspettato, ma a Mosteiros pare che tutta la gente stia sempre li' a cambiare le serrature delle porte e dei cancelli, non per i ladri, ma perche' - appunto - il sale le rovina puntualmente e le chiavi non ci girano piu' dentro, le porte non si aprono piu', ne' i cancelli, ne' niente e spesso e volentieri, a Mosteiros, questo paesino che vi consiglio di visitare se mai doveste decidere di recarvi alle isole Azzorre, e' tutto un via vai di tizi che scavalcano cancelli e cancelletti per rientrare in casa. Meglio del traffico, ho detto alla signora. Lei ci ha invitati a cena a casa sua, una di queste sere. Pensiamo di accettare l'invito, pero' niente carbonara.