venerdì, 24 agosto 2007
Ricorrenze
Categoria:enzo baldoni, scritto da stefano havana
Tre anni fa eccetera eccetera.
La voglia di fare un blog nacque in quei giorni grazie ai suoi racconti di viaggio. Perciò qualsiasi cosa di bello sia mai accaduta qui dentro la si deve esclusivamente ad Enzo Baldoni.

Il vignettista Mauro Biani, per non dimenticare la vergogna che un certo giornale, "Libero", si permise di vomitare addosso alla morte di un uomo proprio in quel tragico periodo, ha ideato il disegno qui sopra e scritto un post-cronaca da leggere. (le prime pagine di "Libero" che vedrete sono quelle realmente uscite in edicola quei giorni: meglio specificarlo perché si potrebbe pensare ad un altro esercizio di satira...)
Il resto lo lascio alle parole del reporter Pino Scaccia che, proprio in riferimento agli scandalosi articoli proposti allora dal direttore Feltri e dal suo vice Betulla-Farina (oggi radiato), sul suo blog scrive:
"Ci sono pezzi fastidiosi da scrivere, dicevo l'anno scorso quando finalmente un giornalista-spia è stato cancellato da giornalista ed è rimasto soltanto spia: anzi, nemmeno quello perché senza copertura non serve più a nessuno. Il pezzo diventa molto difficile quando la concomitanza dell’anniversario esaspera dolore e rabbia. Il cielo sa quanto è stata ignobile la campagna di un giornale contro Enzo. Parole cattive senza anima né pudore buttate giù proprio durante l’angoscia (l’annuncio del rapimento) e ribadite, volgarmente rafforzate addirittura dopo, quando Enzo è stato ucciso. Un’amica del Betulla mi ha scritto una volta che lui si è pentito, che ci ha sofferto. Non mi pare, non esiste da nessuna parte un segno di quello che io chiamerei di ravvedimento. I suoi scritti sono sempre stati così duri da risultare patetici, come quando si paragona al Papa santo e s’inorgoglisce di aver "sfiorato" l’Iraq. Gliel’ho già detto: questione di palle. Certo, non è tutta colpa sua se ha un direttore che rilancia le sue parole ignobili duettando con quell’altro buontempone di Fede che quando faceva l’inviato stava a mille chilometri dall’evento. Bella razza di eroi, capaci di dire in televisione (lo ha ribadito di recente durante il sequestro Mastrogiacomo) che è inutile andare sui posti, da Milano si scrive uguale. Certo, quando hai un vice che telefona alle spie. A noi poveri cronisti tocca andare lì per raccontare, rischiando la vita. Ho già scritto troppo. Tornerò a occuparmi di Betulla, sul libro paga di quelle spie che non sono riuscite a salvare Enzo, perché proprio certe sue parole hanno probabilmente un significato e forse spiegano in parte cos’è realmente successo. Come quando, proprio tre anni fa, scrive che il rapimento forse è finto (dunque il Sismi si è mosso tardi perché non ci credeva) e quando descrive, solo lui, il video dell’esecuzione in maniera così dettagliata da pensare che il racconto viene da qualcuno che l’ha visto e conosce la verità. Certa gente non merita altro spazio. Per cui mi limito a mettere una vignetta del solito impareggiabile Mauro Biani che è un inno all’intelligenza e all’ironia. E’ la migliore risposta agli sciacalli. Sciacalli? Ma no, avrebbe minimizzato, Enzo: solo “pirlacchioni".
Qui, invece, c'è la miniera d'oro di Enzo. La segnalo ogni anno e la consulto molto spesso: alcuni passaggi relativi al suo viaggio a Cuba li ricordo a memoria. E' questa, secondo me, è la maniera migliore per far sì che un morto muoia di meno: tenere vive, accese, perché non secchino mai, le cose che ha fatto.





