lunedì, 03 settembre 2007
Finalmente un Silvio che mi piace
Categoria:sport, scritto da valerio roma
Non ci si può indignare per un calcio nel culo. Almeno, non fino a questo punto. Come molti di voi sapranno, Silvio Baldini, allenatore del Catania, ieri non s'è potuto sedere in panchina, perché punito con cinque giornate di squalifica e una ammenda di 15 mila euro per avere sferrato il suddetto calcio (di punta, perfino) al collega allenatore del Parma, Domenico Di Carlo, durante la prima giornata di campionato.
Baldini non andava punito così pesantemente. Cinque giornate sono troppe. Lui, allenatore mediocre ma personaggio vero e schietto, ha riportato in Serie A un po' di sano provincialismo, di sana genuinità. Perché il calcio è uno sport popolare, che deve vivere di queste cose. Il suo gesto sembrava una scena uscita da "L'allenatore nel pallone". Non è un qualcosa di violento, non incita alla violenza, non crea violenza. E' un semplice calcio nel culo, una reazione rabbiosa, tant'è che la prima sensazione della gente (e dello stesso Di Carlo), domenica davanti alla tv, è stata quella di riderci sopra.
Mi capitò un episodio molto simile quando giocavo negli Juniores di una squadra che si allena qui vicino casa. Il nostro allenatore diede una pedata nel sedere a un accompagnatore di una squadra avversaria. A noi fece ridere, alla Federazione un po' meno, visto che venne squalificato per un paio di mesi, se non ricordo male. Ma resta uno dei ricordi più belli della mia amara carriera calcistica. Censurare questi comportamenti non ha senso, giornali e televisioni hanno esagerato. Per fare un piacere a chi, poi? Non sono questi i gesti diseducativi, che armano la mano dei tifosi violenti. Non ce n'è uno, di questi personaggi, che si lascerebbe influenzare dal calcio di Baldini per caricare ancora di più il suo odio nei confronti di Polizia o tifosi della squadra avversaria. Quella è gente che quel comportamento lo adotta a prescindere. E io che sono una persona normale, come la gran parte delle persone che guardano una partita, voglio vederlo e rivederlo in televisione come fosse una pubblicità.
Voglio vedere nella sigla di testa di Controcampo la memorabile cavalcata di Carletto Mazzone, allora allenatore del Brescia, verso il settore dei tifosi atalantini al grido di "MERDEEEE, SIETE MERDEEEEE!". Diciamoci la verità, il calcio di Baldini è sicuramente meno violento dell'immagine di Franco Ordine che strilla e urla senza motivo su Italia 1. E sulla questione dei bambini, chi se ne frega, dico io. Non esageriamo, ci hanno riso pure loro, domenica sera, come è giusto che sia. Non sottovalutiamo sempre e comunque le potenzialità dei cervelli delle persone che guardano la tv, bambini compresi. La maggior parte riescono ancora a pensare con la propria testa. Oltre al pubblico di merda, al quale faceva giustamente riferimento Stefano, c'è anche un pubblico che ragiona. E che, come nel caso di Corona, segue certi personaggi solo quando sono "gratuiti", come diceva qualcuno. Io non credo che la sua linea di mutande abbia venduto granché. Questi sono divi da foto con il telefonino, niente di più.





