mercoledì, 05 settembre 2007
Donne
Categoria:scritto da stefano havana, noi e le donne
Stavo guardando in redazione il posticipo di Serie A Milan-Fiorentina e, a un certo punto, è comparsa inquadrata questa simpatica ragazza con un cartello d'applausi. Ve lo faccio vedere, ci rivediamo qualche riga più sotto.

L'ho immediatamente grabbata per dovere di cronaca e guardandola, guardando questa ragazza inquadrata vergognarsi dell'inquadratura, ho capito che le donne devono per forza di cose essere entità superiori. Badate, è questa per me un'ammissione senza precedenti, maschilista come sono, però è un dato di fatto: un uomo, un maschio, non si metterebbe mai d'impegno per realizzare un cartello simile, così piccolo poi, scritto con una calligrafia tanto ordinata, recante un messaggio talmente depravato da apparire persino innocente. "Nesta... Io e te tre mesi in un motel". E' bellissimo, geniale: avrei voluto scriverlo io. Quei cinque minuti di celebrità (la ragazza è stata poi reiteratamente inquadrata dalla regia) sono stati ampiamente meritati, proprio perché è stata così sincera e spontanea e puntuale. La signorina ha preso un tormentone moderno e di tremenda attualità (il libro di Federico Moccia) e lo ha reso fenomeno pop di massa, percepito e commercializzato immediatamente dal media televisivo: "Caro Nesta, voglio trombare con te continuamente e pedissequamente per almeno 180 giorni, non fa niente se, per motivi coniugali e d'opportunità, preferirai portarmi in un motel di quart'ordine senz'aria condizionata, io sono talmente vogliosa e a tal punto inebetita da te che sono disposta anche a privarmi della mia moralità pur di averti carnalmente, tanto vergine non sono e si sa, al giorno d'oggi, certe cose come vanno".
Fossi in Nesta mi bullerei con gli amici al bar per tutto l'anno.
"Nesta, io e te tre mesi in un motel". Ungaretti purissimo. Leopardi. Niente di meno. La pipa di Magritte: questo non è un messaggio dall'implicita connotazione sessuale. E invece sì: una donna anonima ha reso pubblicissima la propria voglia di farsi prendere fisicamente da un giocatore di pallone. Quella donna avrà o no genitori, fratelli, semmai un fidanzato e cosa credeva andando allo stadio in quel modo? Di passarla liscia? Di farla franca? Ingenua: impossibile che la televisione moderna potesse lasciarsi sfuggire un momento di altissima pornografia simile. Se fosse stata ignuda, avrebbe avuto più possibilità di passare inosservata. Ma, invece, l'ostentata depravazione femminile è un concetto di altissima poesia e di enorme attrattativa. Io amo le donne per questa loro capacità di sorprenderci continuamente. E come ha già detto qualcun altro: se mio figlio a due anni sa palleggiare, io non lo mando manco a scuola...





