venerdì, 21 settembre 2007

Parola di Ministro
Categoria:attualità, scritto da andy capp


"L'integrazione dei diversamente abili è una delle cifre distintive della scuola italiana, una delle più avanzate in Europa e non abbiamo nessuna intenzione di rinunciare a questo primato.

Proprio per questo sono certo che anche Luca troverà presto ciò di cui ha bisogno, come la legge prevede, proseguendo e confermando la linea della scuola italiana di riconoscere l'integrazione degli studenti diversamente abili come condizione imprescindibile di civiltà e di qualità".

Parola di Giuseppe Fioroni
Ministro della Pubblica Istruzione

Quella che avete appena letto è la parte conclusiva della risposta data a una mamma disperata di un bambino disabile, Luca, che aveva denunciato su Repubblica la situazione insostenibile che si trova ad affrontare. Nella scorsa finanziaria infatti le brillanti intuizioni di Fioroni hanno portato a un aumento degli studenti per classe e alla riduzione degli insegnanti di sostegno che, come nel caso di Luca, potranno seguire chi ha bisogno solo undici ore invece di quaranta. Si tratta di uno dei maggiori problemi delle famiglie italiane a cui ancora una volta i politici danno risposte da salotto, quando invece farebbero meglio a restare in silenzio oppure a recitare un mea culpa.

Tre giorni fa il Ministro Fioroni è stato contestato a Napoli da più di mille persone, tutte genitori di bambini disabili, che lamentavano un totale abbandono da parte delle istituzioni. Antonio Nocchetti, presidente dell'associazione Tutti a scuola, ha rivolto accuse precise anche sulla sempre più complessa certificazione per la disabilità.

La replica di Fioroni sul palco non si è fatta attendere:

"L' errore di fondo - ha detto - è quello di considerare l'insegnante di sostegno, che è un supporto degli insegnanti ordinari, anche un assistente sociale ed un educatore. Tali compiti vanno invece affidati ad altre figure professionali, che debbono essere reclutati dalle scuole grazie all'impegno congiunto degli enti locali".

Un politichese eccezionale. Partiamo da alcune considerazioni caro Ministro: lei dice che tali compiti vanno affidati ad altre figure professionali. Ci potrebbe spiegare quali? Poi dice che tali figure devono essere reclutate dalle scuole. In che modo?

Secondo un'ulteriore denuncia, al Ministero avrebbero giustificato i tagli perché il numero delle richieste di insegnanti di sostegno è superiore al bisogno reale.

Ecco secondo me il problema di fondo: in un momento storico in cui va di moda parlare di antipolitica, del vuoto di valori, mi piace restare sul concreto. E allora, i politici hanno ancora la percezione reale delle problematiche del Paese? Precarietà, emergenza casa, integrazione, scuola. Tutti Problemi Democratici. Non so voi, ma io ne ho le tasche piene di figure che come risposta parlano di tutto tranne che delle soluzioni. Eppure stanno lì per questo.