giovedì, 04 ottobre 2007

Domani (crisi esistenziale?)
Categoria:le grandi domande, scritto da valerio roma


Se morissi domani, non sarei soddisfatto della mia vita. E voi? E' un pensiero che mi tiene impegnato da qualche giorno, lo spunto l'ho avuto leggendo un'intervista. Sono paranoico? Forse. Però sono stupito, terrorizzato, dalla quantità di persone che si ammalano di cancro, persone giovani, sempre più spesso trentenni e quarantenni. E se fosse il nostro mondo a essere cancerogeno? Il cellulare che mi porto tutti i giorni in tasca potenzialmente lo è. I materiali con i quali sono costruiti i palazzi in cui viviamo magari lo sono. I miei computer, lo stereo e la tv tutti qui nella stanza in cui dormo sicuramente lo sono. E chi ci assicura che i prodotti che usiamo per pulire la casa, ma anche saponi e deodoranti, alla lunga, non lo siano?

Se morissi domani, dicevo, avrei qualche rimpianto. Questi 24 anni avrei potuto gestirli meglio. Per carità, faccio un lavoro che mi piace e mi interessa, mi sono tolto già alcune soddisfazioni che mai avrei pensato di togliermi, ma non ho viaggiato abbastanza. La maggior parte dei miei amici hanno molte meno responsabilità di quelle che ho io, almeno da un punto di vista lavorativo, e sono più spensierati. Se volessero, potrebbero prendersi un fine settimana libero e andare da qualsiasi parte: io no. Da quasi cinque anni la domenica per me è tabù, lavoro sempre. Avrei una piccola disponibilità economica data dallo stipendio, ma non ho la libertà di utilizzarla come meglio desidero. Spesso penso che mi piacerebbe mollare tutto, farmi un anno a Londra a lavorare come cameriere, un altro a Parigi e un altro ancora a Barcellona, magari arrangiandomi, facendo il facchino o il lavapiatti.

Se tutti i sacrifici che sto facendo ora non servissero a un cazzo? Se morissi tra cinque o dieci anni? Spesso mi viene la nausea a pensare alle pressioni, allo stress, ai problemi che gli altri spesso scaricano su di me. Anche se so che è caratteristica dei forti imparare a gestirle, a conviverci. Solo che ho paura che tutto sia arrivato troppo presto. Per carità, non è che io sia infelice per come mi vanno le cose, non fraintendetemi. Certe volte però vorrei essere più spensierato e avere più coraggio, vorrei svegliarmi con il mal di testa e non andarci a dormire. Ogni tanto vorrei cercare di vedere le cose senza una prospettiva di lungo termine, ma come se dovessi morire domani, appunto.

Atroce dubbio: e se avessi la sfiga di campare fino a ottant'anni?