giovedì, 01 novembre 2007
La rivoluzione dal basso è una rivoluzione del cazzo (un post volutamente senza link)
Categoria:blog, dissenso, scritto da giggimassi
Ma guardatela com'è ridotta, la cosiddetta blogosfera, a pochi anni dalla sua esplosione. Guardatela bene, intendo. Osservatela nei suoi gangli vitali. Il primo blog italiano, quello di quel signore che un secolo fa faceva Te lo dò io il Brasile, non è un blog. Su altri, cliccatissimi blog, come quello di mistermiliardo/Clarence si fanno dei post a pagamento per le multinazionali del rasoio (è finito il miliardo?). I cosiddetti maggiori blog tecnologici, copiaincollano i comunicati delle aziende. Hey ragazzi, l'azienda della mela morsa vi regala un tappetino da mouse. E giù commenti entusiastici. Oppure si sprecano centinaia di parole per spiegare come si installa un print server (perdio, io reclamo il diritto di fregarmene bellamente, di come si installa un print server, se tutti sapessimo non solo cos'è, ma come s'installa un print server, voi smanettoni sparireste dalla terra).
Poi ci sono gli intellettuali: come quello famosissimo, col blog che cita un filosofo, beh, lui è un intellettuale col blog chiuso, bel modo di confrontarsi con la realtà. Questo è il nuovo che vi avevano promesso. Questo è.
Si fanno inutili e autoreferenziali barcamp (dove i maschi vanno per rimorchiare, non lo ammettono ma vanno per rimorchiare; il che è obiettivo per nulla disprezzabile, ma che lo si dica chiaramente; le femmine vanno invece per farsi lincare: lincami tutta, diceva non mi ricordo chi, ma era una intelligente).
Tutti, insomma, si parlano addosso. E' la big conversation delle troiate. Non c'è un'idea vera, nuova. Non c'è una Fontana di Trevi colorata di rosso, per intenderci. Lo schiaffo e il pugno, niente. Conformismo e banalità ovunque. Partigianerie puerili e incapacità di guardarsi dall'esterno. Sia chiaro che non ce l'ho con una certa, perfino gradevole superficialità, e tantomeno ce l'ho col cazzeggio [basta leggere il mio blog...]. Ce l'ho, al contrario, con chi aveva venduto la palla della rivoluzione blogologica.
E' incredibile come dietro ogni rivoluzione - vera o presunta - ci siano dei cattivi maestri che dai loro salotti, col sigaro in mano, ridono dei coglioni che li seguono. Che li seguiranno sempre.
Quei coglioni siamo noi. Siete voi.
La cultura. I libri dei blogger, eccezion fatta per [non mi vengono in mente eccezioni], rimangono libri di qualità scarsa o nulla. Libri che non incidono, libri che passano in un amen. Voi quanti ne avete letti, finora? Ne ricordate non dico un capitolo, ma una frase? Ci si avvita in sterili polemiche letterarie senza capire che anche la polemica, al di là dei torti e delle ragioni, ripete l'errore dei media tradizionali: creare il caso in un paese che ha bisogno di casi, per prendere un libro in mano. Pubblico dimmerda e popolo bue. Lo stesso dei blog, incazzatevi pure ma io la penso così.
Lo vedete da soli che i blog sono una colossale presa per il culo. Altro che rivoluzione. Mi fanno ridere questi guru che si sbattono per spiegarci le magnifiche sorti e progressive della blogosfera, il tutto per farsi offrire il viaggio a Los Angeles dall'azienda della mela morsa. Hey ragazzi, in palio un tappetino eccetera.
La politica: devo citare ancora il caso Adinolfi per sostenere che i blog non hanno [ancora] nulla da aggiungere ai mezzi tradizionali di formazione del consenso? Devo citare il declino evidente, nei contenuti e negli obiettivi, del primo aggregatore dei blog del centrodestra? Devo citare, dall'altra parte, il flop dell'aggregatore di centrosinistra? Perfino Mastella e Di Pietro hanno aperto un blog, loro sì che son giovani: la lingua italiana è ancora lì che si strugge, in gramaglie. E poi hanno le loro redazioni e curatori. Non sono, appunto, dei blog.
Qui è tutto un guardarsi l'uccello per vedere se, hai visto mai, cresce dall'oggi al domani. Ma questo già esiste nella vita reale [e no, non cresce, il mio per esempio è lo stesso da quindici anni].
Dai blog, compreso il mio s'intende, compreso perfino Noantri che mi ospita [grazie], e che considero una delle poche zone davvero libere della blogosfera, beh, mi dispiace ma: dai blog non è ancora venuto nulla.
Se non una formidabile presa per il culo.
[Mi infilo in questo post - sono Ste, ciao a tutti - per segnalarvi che, come avrete già capito, da oggi su Noantri scriverà anche l'amico Giggi Massi. Conosciuto nel virtuale mondo dei blog, l'amicizia s'è fatta avanti a colpi di gomitate, sputi, litigi e controversie fino a sfociare con grande piacere nella Vita Reale. Di lui ho sempre detto: spesso la pensa all'opposto di noi, ma la pensa all'opposto con grande intelligenza. Il mio sogno è sempre stato quello di far diventare Noantri una Factory del Dissenso, dove il dissenso stesso fosse funzionale al fuoco sacro della polemica e della discussione costruttiva: Giggi è uno che ha dentro questo meccanismo della comunicazione che tanto mi/ci piace. Spero che il suo avvento qui sia il primo passo verso la Factory del Dissenso che ho sempre sognato. Gratis, carnale, onesta e LIBERA. Senza perdere l'amore per il Cazzeggio. Ciao Giggi, benvenuto tra noi.]





