venerdì, 07 dicembre 2007
Altro che rock. Roma è lenta
Categoria:musica, scritto da valerio roma
Roma non è la Capitale della musica rock, tutt'altro. Chi ha qualche anno più di me e magari riesce a ricordare cosa accadeva negli anni Settanta e Ottanta può dirci se è sempre stato così oppure no. Io ricordo che negli ultimi anni il piattume era meno piattume. Ho avuto la fortuna di vedere all'opera gruppi importanti qui a Roma: dai Muse ai Red Hot Chili Peppers, dagli Audioslave (il supergruppo 3/4 Rage Against the Machine-Chris Cornell) ai Coldplay e agli U2. E tanti altri ancora.
Ma beccare un bel concerto rock qui nella nostra città sta diventando un evento sempre più raro. Non so perché, forse mancano gli spazi, ma non è vero (come sostiene qualcuno) che qui la musica rock non attiri. Non è così. Ho l'impressione che si stia puntando sempre di più al megaconcertone evento (tipo Knopfler e i The Cure) senza avere sensibilità su gruppi meno supergruppi. E così l'inverno romano è ancora più freddo, se paragonato a quello caldissimo di altre grande città europee. Già Milano è su un altro pianeta, e guardare il programma dei concerti di Londra, Parigi o Barcellona fa male al cuore.
Eppure Roma non se lo merita. Fino a Natale il PalaLottomatica (quello che una volta si chiamava Palaeur) è occupato da Max Pezzali (07/11), Zucchero (13/11), Ligabue (una serie interminabile di date a fine novembre), Subsonica (30/11), Gemelli DiVersi (15/12, si salvi chi può!) e Biagio Antonacci (18 e 19/12). Per vedere spettacoli di un certo livello bisogna aspettare il 29 febbraio quando, grazie al cielo, suoneranno i The Cure. Poi, a giugno, un altro raggio di luce con Mark Knopfler, ma è troppo poco. Questi gruppi, insieme ai Dream Theater (che vengono ogni anno e, francamente, mi hanno un po' scassato i coglioni) rappresentano quanto di più appetibile la Capitale riesca a proporre in fatto di musica rock. Pochino, francamente. A novembre ci sono stati anche i concerti dei Porcupine Tree (al Tendastrisce) e The Editors (al Piper). Il primo febbraio arriveranno i Babyshambles di Peter Doherty (il fidanzato fattone di Kate Moss), un gruppo che arriva a Roma per la seconda volta. Per il resto, calma piatta.
A Milano, invece, si balla. Tutti i concerti previsti per Roma sono in programma, e a questi se ne aggiungono tanti altri. A ottobre ci sono stati i Tokio Hotel (vergognosi) e Suzanne Vega. Novembre non è stato affatto malaccio: si è partiti con My Chemical Romance (al PalaSharp) e Skid Row (al Music Drome) per poi proseguire con Meganoidi, Interpol (fantastici!) e PFM. Mercoledì 28 ha suonato Bruce Springsteen al DatchForum, due giorni più tardi è stata la volta dei Black Rebel Motorcycle Club. Al Datch Forum suonerà perfino Miguel Bosé. Anche gli appassionati di musica metal saranno ampiamente sfamati: il 6 dicembre Machine Head e Trivium insieme all'Alcatraz, il 23 febbraio i Korn saliranno sul palco del Datch Forum, poi a marzo spazio a HIM, Nightwish e Megadeth. Tornando al rock, in agenda anche gli show di Maroon5 all'ex Palalido, Reel Big Fish (spettacolo!) al Music Drome, 30 Seconds to Mars, Jimmy eat World, Plain White T'S e, udite udite, MARS VOLTA (che sono semplicemente geniali). Insomma, dal confronto Roma ne esce con le ossa rotte.
Dicevo che Londra e Barcellona sono fuori concorso. Basti pensare che da novembre a marzo la capitale inglese ospita le esibizioni di gruppi come The Fray, Meat loaf, The National, Black Rebel Motorcycle Club, Stereophonics, Amy Winehouse, Serj Tankian, Babyshambles, Mika, Maroon 5, Funeral for a Friend, Bloc Party, Kaiser Chiefs, Spice Girls, Bruce Springsteen e la E Street Band, James Blunt, 30 seconds to Mars, Hatebreed, Ash, NOFX, Sex Pistols, My Chemical Romance, David Gray, Foo Fighters, The Hives, Sum 41, Interpol, Duran Duran, Marilyn Manson, Arctic Monkeys, Manic Street Preachers, Kings of Leon, The Verve, HIM, Chemical Brothers, Madness, The Pogues, Korn, Alter Bridge, Queens of the Stone Age, Jimmy eat World, The Cure e Children of Bodom. Praticamente un paradiso, e ho citato solo i gruppi più conosciuti.
Barcellona risponde con Knopfler e i The Cure al Palau Sant Jordi, Marilyn Manson, Chemical Brothers, Air, Babyshambles, Bloc Party, Dream Theater, Interpol, Marky Ramone, NoFX, Nightwish, The National e Wilco.
Roma, invece, sonnecchia, coccolata dalle note della musica leggera italiana. E costringe i suoi ragazzi a farsi 600 chilometri per vedere un concerto decente. Tutto questo non è da Capitale.





