martedì, 04 dicembre 2007

Nun fa la stupida stasera
Categoria:quotidianismi, scritto da andy capp


Questo doveva essere un post su Barcellona dove sono stato lo scorso fine settimana per la prima volta nella mia vita. Vi avrei dovuto raccontare di quello che ho fatto e visto, dove ho mangiato, dove sono stato a bere la sera. Avrei dovuto raccontarvi delle persone che ho conosciuto. E invece ho deciso che terrò tutto per me. Perché la maledetta sensazione che ho provato per l'ennesima volta tornando da una capitale europea è quella di amare Roma un po' meno. E questo non è giusto. Non voglio che sia così. Ma è inevitabile. Forse perché Roma non è più Eterna, ma imbalsamata. Ferma nella sua immortale bellezza a 2000 anni fa.

Non voglio scadere nel populismo, tantomeno mi sento esterofilo. Ho apprezzato tantissimo il monologo di Benigni dell'altra sera (vi rimando all'ottimo post di Ste) quando ha esaltato tutti i meriti della cultura italiana. Ma ho la sensazione che ormai viviamo sugli allori. E parliamo sempre e solo del nostro glorioso passato perché l'incertezza verso il futuro è più grande di qualsiasi conquista. E' il senso civico che manca. Non è possibile che ogni altra città mi appaia più a misura d'uomo della mia Roma. Come è possibile? Perché? Chi è il responsabile? Siamo forse noi stessi la proiezione disarmante della classe politica che detestiamo?

Solo qui ci sono le buche e le baraccopoli, oppure all'estero non te le fanno vedere? Non lo so, sarà la solita storia che quando sei in vacanza sembra tutto più bello. Eppure secondo me non è così. Ti muovi, bevi, vai in giro, fumi, mangi, conosci, sorridi, respiri e vivi senza fastidi. Qui da noi - a Roma - è ancora possibile farlo? Viviamo con un senso di insicurezza che non credo si percepisca nemmeno nel più insicuro degli Stati del Sudamerica. Sabato ero a cena in un locale tipico catalano con un gruppo di amici italiani che vivono lì da tre anni. Abbiamo mangiato e bevuto bene con 20 euro a testa. Eravamo lì - noi, comunità italiana - completamente assorbiti dalla società catalana. Qui voi avete mai visto scene simili? Dov'è che un turista non viene spennato al centro? Dov'è che una comunità straniera è ben inserita?

Non vedo più i sorrisi della gente, stufa e sospettosa verso gli altri. Avverto l'assenza di quella modernità fatta anche di un semplice porto o di un lungomare dove passeggiare mano nella mano, di un Ocenario o di una funicolare che ti porta dall'altra parte della città, mentre te ne resti incantato dal tramonto. Voglio la cura del ferro e me ne sbatto dell'ennesimo scavo archeologico. Non ci bastano già tutti quelli incompleti che abbiamo? I finanziamenti per un evento come i Mondiali di calcio qui da noi hanno portato solo la costruzione di un parcheggio di scambio che non funziona e di una ferrovia fantasma senza stazione. E oggi gli stessi che fecero questi scempi governano l'economia del Paese. Domenica dal finestrino dell'aereo ho visto il Colosseo. Poveri Antichi Romani: se sapessero che oggi viene usato una volta all'anno per la Via Crucis e per il resto del tempo è annerito dalle marmitte sgangherate delle automobili, non avrebbero perso tempo a costruirlo.

Esse