giovedì, 13 dicembre 2007

Chi ha paura della rivolta?
Categoria:attualità, scritto da andy capp


Tir2Nella serata di ieri si è dissolta la grande paura degli italiani. I sindacati degli autotrasportatori hanno accettato le proposte del Governo e hanno sospeso l'unico sciopero che negli ultimi anni è riuscito davvero a farsi sentire. Pur non entrando nel merito della questione, vorrei soffermarmi proprio su questo aspetto. La violenza della protesta che per una volta - finalmente - è riuscita a scuotere le coscienze e a far scricchiolare le istituzioni. Sì è vero, non si può trascinare il Paese nel caos, le ambulanze devono poter passare, noi non c'entriamo nulla con i problemi tra autotrasportatori e Governo. Ma quante volte noi stessi ci siamo lamentati per il poltrire delle menti e dei corpi di questo Paese? Quante volte abbiamo scritto, detto, urlato che in Italia non cambierà mai niente perché le persone sono troppo attaccate ai propri piccoli privilegi borghesi?

Bene, per una volta qualcuno si è fatto sentire. Per tre giorni pieni la tanto decantata e cazzuta Francia è stata proprio qui a casa nostra. E a qualcuno ha dato fastidio. Lo sciopero era stato annunciato da tre settimane, ma il Governo - ancora una volta - se ne è infischiato della scadenza portando la situazione all'esasperazione un po' come aveva già fatto con i settori dei trasporti e del pubblico impiego. Questa volta però il potere dato dal mezzo agli autotrasportatori ha fatto sì che la protesta si avvertisse. E così la gente, quell'ammasso di carne non pensante che la mattina fa colazione con il caffellatte, struscia le pantofole per arrivare dalla cucina al bagno e di solito non si impressiona per nulla che non sia un delitto a sfondo sessuale e/o verso un minore, ha cominciato a farsi qualche domanda, a chiedersi: perché protestano? Direi che un buon risultato con questo è già stato raggiunto.

TirCe l'avessero tutti un Tir per farsi sentire. A quest'ora forse ci sarebbe un po' meno malcontento diffuso e un po' più di amor proprio e senso civico sparso per le strade. Su questa storia italiana ho voglia di dare le pagelle. Il voto massimo 9 va agli autotrasportatori: tre giorni di protesta violenta e compatta per ottenere confronto e accordo. Un 7 va alle forze dell'ordine che questa volta non hanno perso la testa (ma evidentemente un camionista incazzato fa paura); la sufficienza, il 6, è per me che qualche mese fa mi sarei soffermato sul profilo di Paolo Uggè, segretario del sindacato principale della categoria (onorevole di Forza Italia e nella scorsa legislatura sottosegretario ai trasporti); un bel 4 pieno va al Governo, ancora una volta inadeguato, impreparato e convinto alle 12 di lunedì di essere in una posizione di forza tanto da far saltare la trattativa. Un deciso 3 ai mass media, che si sono accorti della protesta e del problema legato al carburante solo 24 ore dopo l'inizio dei disagi; 1 a tutti quelli che terrorizzati hanno fatto scorte di cibo in pieno stile Seconda Guerra Mondiale lasciando vuoti gli scaffali dei supermercati: altro che allarme beni primari, siete ridicoli.