lunedì, 17 dicembre 2007

Lunedì
Categoria:quotidianismi, scritto da stefano havana


E' l'una e sedici di notte. Sto guardando Dexter. Devo ancora fare il letto. La puntata di Dexter mi sta piacendo molto. In realtà è quella di giovedì, ma giovedì non ho fatto in tempo a vederla. Non avrei voluto vederla nemmeno stasera, ma poi il Viceré al telefono m'ha convinto. Ora c'è la pubblicità. E' già lunedì. E il lunedì è un giorno di solito molto importante per questo blog. Perché è di lunedì che tutto il tappeto si srotola. Invece oggi non si srotolerà un bel niente. Provate a dire la parola "srotolerà" ad alta voce: è veramente difficile. Comunque. Il discorso è che questo lunedì non ci troverete nulla qui dentro. Potete anche passare al prossimo blog, non voglio ingannarvi. Qui s'è sempre detta la verità: dalla prima riga all'ultima. Perché non c'è stato tempo. Ho altro per la testa. Le 24 ore, stavolta, non sono bastate.

Però faccio in tempo a raccontarvi un sogno che ho fatto. A volte lo faccio: raccontare i sogni che faccio.

C'era questa giraffa. Una bella giraffa gialla maculata: insomma una giraffa. E questa giraffa se ne stava andando. Andava via da me. Ed era incredibile la sensazione, perché, mentre quella giraffa se ne andava via, io mi rendevo conto che ne ero perdutamente affezionato. Vi rendete conto? Piangere per una giraffa. Uno può piangere per un gatto, per un cane, per un canarino perfino: ma non s'è mai sentito di una persona disperata per l'addio di una giraffa. Nel sogno era come stare allo zoo, solo che lo zoo era la mia vita e la giraffa era mia. Perciò la giraffa se ne andava da me, galoppava come un cavallo, però disperatamente lenta, lontano nella sua bella prateria e io mi sentivo molto triste per questo fatto. Perché la giraffa se ne stava andando: non ho mai posseduto una giraffa. So che hanno la lingua blu. Ma nient'altro. Mi sono svegliato pieno di sentimenti positivi per quella giraffa che se ne stava andando: si vede che non serbavo rancore nei suoi confronti. Mi sono svegliato con questa coda del sogno che ancora scodinzolava e mi suggeriva sensazioni positive. Mi suggeriva di pensare tutto il meglio possibile per quella giraffa. E io, seppure da sveglio, nel mio letto, in camera, mi sono rizzato a sedere e ho cominciato a sperare che quella giraffa, che mi aveva fatto la cortesia d'essere stata mia, potesse incontrare tutte le fortune del mondo, ovunque se ne stesse andando. Nella prateria, nei boschi, nella savana: dovunque vadano le giraffe quando vanno.

Una giraffa.
Chissà come nascono certe cose.
Per questo lunedì non c'è molto altro da dire.
Verranno lunedì migliori.