mercoledì, 19 dicembre 2007
Mercoledì
Categoria:quotidianismi, scritto da stefano havana
Irresistibile. Lì ero, curiosavo tra le chiavi di ricerca che portano a questo nostro blog e tra le tante menate consuete una ne ho trovata pazzesca. Diceva: "Come si può fare con una ragazza? Noi siamo bambini".
Dio santo, vi rendete conto? Bambini. Bambini spezzati nel cuore. Bambini alle prese con una ragazza insensibile, con una ragazza evidentemente più grande, una disinteressata ragazza, presa già dagli adolescenziali giochi, dai primi coetanei, dai tintinnanti orecchini, dall'odore secco del primo flusso inatteso. Bambini. Non c'ho più visto, mi sono sentito chiamato da un destino più alto: bambini in cerca d'aiuto. Bambini su Google con le mani frettolose, le dita isteriche di chi s'appresta a scoprire nuovi indizi. Non uno soltanto, ma: bambini. Al plurale: un "noi" narrante, come nelle "Vergini suicide" di Jeffrey Eugenides, quel capolavoro che mi ha dato tanto. Noi. Come possiamo fare, noi, con questa ragazza? E poi, subito dopo, l'ammissione, la consapevolezza, la necessaria interpretazione della realtà: noi siamo bambini, quasi a sapere, a riconoscere i propri limiti di chi non ha mai acceso il gas sotto una pentola, di chi non s'è mai controllato le tasche per cercare le chiavi di casa.
Da qui l'esigenza dell'oracolo di Google: come possiamo fare, Mr. Google? Ci aiuti, siamo bambini e questa ragazza, ebbè, lo sa Mr. Google, come funziona, vero? Lei è un adulto e tutto, ci sarà pure passato e quindi saprà bene come ci si deve comportare, perciò andiamo Mr. G., ce la dia una mano, ci dica come fare con questa ragazza, noi siamo bambini. E, bam, Mr. G., l'oracolo, qui li ha condotti, su Noantri, chissà dentro quale post passato, forse intessendo la sua risposta di enigmatici paradigmi: è una responsabilità, sebbene io di consigli non sappia darne a quei bambini. Che devo dirvi? Chi ci ha mai capito niente dell'amore?
Mi trovavo di recente a dire a certi amici: io vivo l'amore come guido la macchina. Finché va, benissimo! Guido senza domande facendomi intontire beatamente dall'autoradio. Se si ferma, se si guasta, se la macchina non ne vuole più sapere di fare un chilometro, ebbé, io non so mica dove metterle le mani. Non sono uno che scende e apre il cofano. Perciò è difficile, cari bambini, dirvi cosa dovreste fare con questa ragazza qui. Molto lo avete già fatto da soli, adducendo all'oracolo Google l'unica formidabile verità, vale a dire: bambini siete. Il resto, vi prego, godetevelo come una grande fortuna: il non sapere, l'avere dubbi, ecco dietro cosa vi dovete rifugiare, sperando che duri il più a lungo possibile.
L'essere dubbiosi, il non sapere bene dove andare: tenetevelo. Non voglio pronunciarla quella frase scontata che titola tantissimi film, libri e citazioni, ma lo farò, perché l'oracolo Google v'ha condotti qui: perciò se proprio non potete evitare di diventare adulti, siatelo sempre il meno possibile. Ecco qual è il mio consiglio: e da qui la risposta. Affogate quella ragazza dei vostri dubbi: fatele sentire quelli, piuttosto che farla camminare sul tappeto delle false certezze. Siete bambini, lo sapete voialtri per primi e allora, vi prego, non fuggite da questa convinzione consapevole. Siete bambini e con quella ragazza non ci potete fare niente. Non vi guarderà adesso, come vi ignorerà da adulti. Non vi parlerà, non vi ascolterà: continuerà per la sua strada e voi bambini continuerete a guardarla passare dandovi di gomito con le cartelle su una spalla sola.
Prenderete gli autobus della vostra vita, cadrete dai motorini e vi scotterete la lingua con la pasta bollente. Il consiglio, l'unico che posso darvi io - e guardate che lingua: tutta consumata dalla pasta bollente – è di modificare leggermente la vostra stringa di ricerca. "Come si può fare con una ragazza?". Punto. Non sarete mai abbastanza adulti per capirci qualcosa delle ragazze, quindi levatevi dalla testa che sia quella la discriminante tra il "potere fare" e il "non potere fare". Vi daranno sempre le spalle, ma lo faranno con amabile femminilità e voi resterete inebetiti a guardare le loro ciocche di capelli oscillare, un po' incazzati, un po' innamorati.
Cadrete a terra, fisicamente proprio, vi si piegheranno le ginocchia e scoprirete che tanti anni d'esercizio nell'arte del camminare non vi saranno serviti a niente. In più, vi dico, belli che adulti non poche saranno le volte in cui "bambini" vi sentirete apostrofati e allora può darsi che la vostra chiave di ricerca su Google diventerà: "Come si può fare con una ragazza? Noi non siamo bambini" e il giro riprenderà, dandovi una sensazione di nausea leggera. Credetemi, bambini: non sto dando un colpo al cerchio e un altro alla botte: vi sto solo dicendo come potrebbe andare, vi sto dicendo che la vostra ricerca dovrebbe essere un poco diversa.
Quella ragazza, la ragazza di cui siete innamorati, non esiste, datemi retta: non c'è. E' una vostra proiezione: dimenticatela. Verrà il tempo in cui ve la ritroverete arrotolata nella mano mentre sarete a passeggio per il centro e verrà il tempo in cui camminerete da soli e verrà il tempo in cui vi farà strano sentire il contatto con una mano nuova, unghie diverse, una diversa disposizione degli anelli; verrà questo tempo e nemmeno allora ci capirete niente, nemmeno allora vi sentirete adeguati e una delle tante domande che attraverserà la vostra testa sarà: "Potevo essere più adulto?". Cercherete anche questa cosa su Google e gli aruspici di Mr. G. vi condurranno lungo un altro giro lunghissimo avaro di risposte. Sarete soli e sarete in coppia: vi sentirete di troppo e vi sentirete sottili. Non è l'essere bambini o il non esserlo il problema. Il problema non esiste, o tutto è un problema, decidete voi.
Siete bambini, avete ragione: rimanetelo. Non pensate alle ragazze: saranno loro a pensare a voi quando meno ve lo aspetterete. Una si girerà a guardarvi scendendo i gradini di un pub e poi ve la ritroverete seduta al tavolo di fronte e vi leverete tutti i sorrisi dalla faccia per regalarli a lei, un'altra la sposerete e poi nel buio arrotolerete le lenzuola nei pugni maledicendo tutto; una vi dirà di sì, un'altra vi dirà di no ma sarete premiati dalla vostra perseveranza; ce ne sarà sicuramente una che vi renderà migliori di un doppio whiskey, ma sarà difficile da trovare; una vi chiamerà bastardo mentre eserciterete il vostro naturale e personalissimo istinto di sopravvivenza, un'altra la troverete abbracciata al tizio sbagliato; un'altra sarà lei a trovarvi; una avrà troppi peli sulle gambe, un'altra ne avrà ben pochi sulla lingua e non si farà problemi a dirvi quello che vi dovrà dire; una racconterà di voi all'amica e quell'amica cercherà di portarvi a letto subito dopo; una vi ricorderà quella precedente, un'altra saprà come farvi ridere nei momenti bui, un'altra sarà lei il momento buio, un'altra canterà le canzoni storpiandole apposta; una scivolerà lentamente via dal letto per starsene in disparte a pensare, una vi catturerà con lo sguardo, un'altra vi fregherà con la camminata; ce ne sarà certamente una che arriverà quando meno ve lo aspetterete, un'altra non vi capirà e vi scambierà per uno di passaggio quando voi, invece, avevate appena deciso di fermarvi.
Tutto questo succederà, a partire da un giorno, forse proprio un mercoledì. "Come si può fare con una ragazza? Noi siamo bambini": niente, potete fare. Potete fare quello che facciamo tutti: disinnescare la vita, aspettando giovedì.
Dio santo, vi rendete conto? Bambini. Bambini spezzati nel cuore. Bambini alle prese con una ragazza insensibile, con una ragazza evidentemente più grande, una disinteressata ragazza, presa già dagli adolescenziali giochi, dai primi coetanei, dai tintinnanti orecchini, dall'odore secco del primo flusso inatteso. Bambini. Non c'ho più visto, mi sono sentito chiamato da un destino più alto: bambini in cerca d'aiuto. Bambini su Google con le mani frettolose, le dita isteriche di chi s'appresta a scoprire nuovi indizi. Non uno soltanto, ma: bambini. Al plurale: un "noi" narrante, come nelle "Vergini suicide" di Jeffrey Eugenides, quel capolavoro che mi ha dato tanto. Noi. Come possiamo fare, noi, con questa ragazza? E poi, subito dopo, l'ammissione, la consapevolezza, la necessaria interpretazione della realtà: noi siamo bambini, quasi a sapere, a riconoscere i propri limiti di chi non ha mai acceso il gas sotto una pentola, di chi non s'è mai controllato le tasche per cercare le chiavi di casa.
Da qui l'esigenza dell'oracolo di Google: come possiamo fare, Mr. Google? Ci aiuti, siamo bambini e questa ragazza, ebbè, lo sa Mr. Google, come funziona, vero? Lei è un adulto e tutto, ci sarà pure passato e quindi saprà bene come ci si deve comportare, perciò andiamo Mr. G., ce la dia una mano, ci dica come fare con questa ragazza, noi siamo bambini. E, bam, Mr. G., l'oracolo, qui li ha condotti, su Noantri, chissà dentro quale post passato, forse intessendo la sua risposta di enigmatici paradigmi: è una responsabilità, sebbene io di consigli non sappia darne a quei bambini. Che devo dirvi? Chi ci ha mai capito niente dell'amore?
Mi trovavo di recente a dire a certi amici: io vivo l'amore come guido la macchina. Finché va, benissimo! Guido senza domande facendomi intontire beatamente dall'autoradio. Se si ferma, se si guasta, se la macchina non ne vuole più sapere di fare un chilometro, ebbé, io non so mica dove metterle le mani. Non sono uno che scende e apre il cofano. Perciò è difficile, cari bambini, dirvi cosa dovreste fare con questa ragazza qui. Molto lo avete già fatto da soli, adducendo all'oracolo Google l'unica formidabile verità, vale a dire: bambini siete. Il resto, vi prego, godetevelo come una grande fortuna: il non sapere, l'avere dubbi, ecco dietro cosa vi dovete rifugiare, sperando che duri il più a lungo possibile.
L'essere dubbiosi, il non sapere bene dove andare: tenetevelo. Non voglio pronunciarla quella frase scontata che titola tantissimi film, libri e citazioni, ma lo farò, perché l'oracolo Google v'ha condotti qui: perciò se proprio non potete evitare di diventare adulti, siatelo sempre il meno possibile. Ecco qual è il mio consiglio: e da qui la risposta. Affogate quella ragazza dei vostri dubbi: fatele sentire quelli, piuttosto che farla camminare sul tappeto delle false certezze. Siete bambini, lo sapete voialtri per primi e allora, vi prego, non fuggite da questa convinzione consapevole. Siete bambini e con quella ragazza non ci potete fare niente. Non vi guarderà adesso, come vi ignorerà da adulti. Non vi parlerà, non vi ascolterà: continuerà per la sua strada e voi bambini continuerete a guardarla passare dandovi di gomito con le cartelle su una spalla sola.
Prenderete gli autobus della vostra vita, cadrete dai motorini e vi scotterete la lingua con la pasta bollente. Il consiglio, l'unico che posso darvi io - e guardate che lingua: tutta consumata dalla pasta bollente – è di modificare leggermente la vostra stringa di ricerca. "Come si può fare con una ragazza?". Punto. Non sarete mai abbastanza adulti per capirci qualcosa delle ragazze, quindi levatevi dalla testa che sia quella la discriminante tra il "potere fare" e il "non potere fare". Vi daranno sempre le spalle, ma lo faranno con amabile femminilità e voi resterete inebetiti a guardare le loro ciocche di capelli oscillare, un po' incazzati, un po' innamorati.
Cadrete a terra, fisicamente proprio, vi si piegheranno le ginocchia e scoprirete che tanti anni d'esercizio nell'arte del camminare non vi saranno serviti a niente. In più, vi dico, belli che adulti non poche saranno le volte in cui "bambini" vi sentirete apostrofati e allora può darsi che la vostra chiave di ricerca su Google diventerà: "Come si può fare con una ragazza? Noi non siamo bambini" e il giro riprenderà, dandovi una sensazione di nausea leggera. Credetemi, bambini: non sto dando un colpo al cerchio e un altro alla botte: vi sto solo dicendo come potrebbe andare, vi sto dicendo che la vostra ricerca dovrebbe essere un poco diversa.
Quella ragazza, la ragazza di cui siete innamorati, non esiste, datemi retta: non c'è. E' una vostra proiezione: dimenticatela. Verrà il tempo in cui ve la ritroverete arrotolata nella mano mentre sarete a passeggio per il centro e verrà il tempo in cui camminerete da soli e verrà il tempo in cui vi farà strano sentire il contatto con una mano nuova, unghie diverse, una diversa disposizione degli anelli; verrà questo tempo e nemmeno allora ci capirete niente, nemmeno allora vi sentirete adeguati e una delle tante domande che attraverserà la vostra testa sarà: "Potevo essere più adulto?". Cercherete anche questa cosa su Google e gli aruspici di Mr. G. vi condurranno lungo un altro giro lunghissimo avaro di risposte. Sarete soli e sarete in coppia: vi sentirete di troppo e vi sentirete sottili. Non è l'essere bambini o il non esserlo il problema. Il problema non esiste, o tutto è un problema, decidete voi.
Siete bambini, avete ragione: rimanetelo. Non pensate alle ragazze: saranno loro a pensare a voi quando meno ve lo aspetterete. Una si girerà a guardarvi scendendo i gradini di un pub e poi ve la ritroverete seduta al tavolo di fronte e vi leverete tutti i sorrisi dalla faccia per regalarli a lei, un'altra la sposerete e poi nel buio arrotolerete le lenzuola nei pugni maledicendo tutto; una vi dirà di sì, un'altra vi dirà di no ma sarete premiati dalla vostra perseveranza; ce ne sarà sicuramente una che vi renderà migliori di un doppio whiskey, ma sarà difficile da trovare; una vi chiamerà bastardo mentre eserciterete il vostro naturale e personalissimo istinto di sopravvivenza, un'altra la troverete abbracciata al tizio sbagliato; un'altra sarà lei a trovarvi; una avrà troppi peli sulle gambe, un'altra ne avrà ben pochi sulla lingua e non si farà problemi a dirvi quello che vi dovrà dire; una racconterà di voi all'amica e quell'amica cercherà di portarvi a letto subito dopo; una vi ricorderà quella precedente, un'altra saprà come farvi ridere nei momenti bui, un'altra sarà lei il momento buio, un'altra canterà le canzoni storpiandole apposta; una scivolerà lentamente via dal letto per starsene in disparte a pensare, una vi catturerà con lo sguardo, un'altra vi fregherà con la camminata; ce ne sarà certamente una che arriverà quando meno ve lo aspetterete, un'altra non vi capirà e vi scambierà per uno di passaggio quando voi, invece, avevate appena deciso di fermarvi.
Tutto questo succederà, a partire da un giorno, forse proprio un mercoledì. "Come si può fare con una ragazza? Noi siamo bambini": niente, potete fare. Potete fare quello che facciamo tutti: disinnescare la vita, aspettando giovedì.





