martedì, 08 aprile 2008
Odio tutti
Categoria:quotidianismi, scritto da andy capp
«Sì, vaffanculo anche tu. Affanculo io? Vacci tu! Tu e tutta questa merda di città e chi la abita. No, no, no, no. In culo ai rumeni ai semafori che mi chiedono soldi facendo finta di essere storpi. In culo alle zingarelle minorenni, magari incinte, che fanno le lavavetri e che mi sporcano il vetro pulito della macchina. Ehi! Che ti avevo detto? Cercati un lavoro, stronzetta! Smettila subito! In culo agli egiziani che ogni sera occupano un distributore automatico e mi chiedono i soldi per 10 euro di benzina, che oggi non ci riempi nemmeno un quarto di serbatoio. In culo ai ragazzi di Ponte Milvio e piazza Euclide, con il torace depilato e i bicipiti pompati, sembrano delle checche isteriche uscite da una sfilata di moda, pronti a fare a gara a chi ce l'ha più duro, scommetto che con una donna non saprebbero nemmeno da che parte cominciare. In culo ai negozianti cinesi che non mi rispettano quando entro nelle loro sporche botteghe. Vendono all'ingrosso senza pagare una lira di tasse, sono qui da dieci anni e non sanno ancora mettere due parole insieme. In culo ai mafiosi albanesi del litorale. Rubano, imbrogliano e cospirano. Sequestrano la gente e rapinano gli uffici postali della provincia con i risparmi dei pensionati. Tornatevene da dove cazzo siete venuti! In culo agli agenti della Tecnocasa che pensano di essere i padroni dell'Universo; vanno in giro a valutare appartamenti quando sono solo degli stronzi in giacca e cravatta servi dei palazzinari romani. Quei figli di puttana si sentono come Michael Douglas-Gordon Gekko e pensano a nuovi modi per derubare la povera gente che lavora. Sbattete dentro quegli stronzi della Pirelli a marcire per tutta la vita. E Berlusconi e Veltroni non sapevano niente di quel casino? Ma fatemi il cazzo di piacere! In culo alla Banca di Roma, ai furbetti del quartierino, ai capitalisti senza denaro, a Confindustria! In culo ai bangladesi, venti in una stanza, che fanno crescere le spese dell'assistenza sociale. E non parliamo di quei pipponi dei filippini! Al loro confronto i bangladesi sono proprio dei fenomeni. In culo agli italiani che sperano nelle scorciatoie, con i loro capelli impomatati, i loro pantaloni di marca e i giubbotti griffati. Si guardano riflessi nelle lenti dei loro occhiali firmati e sperano in un provino al Grande Fratello. In culo ai senegalesi. Vendono collanine sulla spiaggia a 40 gradi all'ombra, si fanno fregare dalle prime due puttanelle pronte a tirare sul prezzo e danno la colpa al razzismo dei bianchi. La schiavitù è finita centotrentasette anni fa. E muovete le chiappe, è ora! In culo ai poliziotti corrotti che impalano i poveri cristi e li crivellano con i loro proiettili in un Autogrill o a una manifestazione. Nascosti dietro il muro d'omertà dei loro caschi blu. Avete tradito la nostra fiducia! Bolzaneto è stata solo una conferma di quanto sia giusto odiarvi. In culo ai preti, che mettono le mani nei pantaloni dei bambini innocenti. In culo alla chiesa, che li protegge non liberandoci dal male. E dato che ci siamo, ci metto anche Gesù Cristo. Se l'è cavata con poco. Un giorno sulla croce, un weekend all'inferno, e poi gli alleluja degli angeli per il resto dell'eternità. E voi lì nella parrocchia di quartiere ad osannarlo mentre vi battete il petto chiedendo perdono per i vostri peccati nell'oscurità di un confessionale. Provate a passare sette anni a Rebibbia, poi vediamo se cambia qualcosa nel vostro concetto cristiano di perdono e di peccato. In culo a Osama Bin Laden, a Al Qaeda e a quei cavernicoli retrogradi dei fondamentalisti di tutto il mondo. In nome delle migliaia di innocenti assassinati, vi auguro di passare il resto dell'eternità con le vostre settantadue puttane ad arrostire al fuoco lento dell'inferno. Vi sentite forti e puri, ma comincerò a rispettarvi solo quando farete altrettanto con le vostre donne e con gli omosessuali. Siete solo dei moralisti del cazzo accecati dalla vostra religione; siete solo dei nazisti islamici. Libertà per i popoli arabi oppressi dal fondamentalismo e dall'imperialismo americano e sionista. In culo a questa città, e a chi ci abita. Che bruci fino a diventare cenere, e che le acque del Tevere si sollevino e sommergano questa fogna infestata dai topi. No. No. No. Io a fare in culo non mi ci mando perché al cambiamento ci avevo sempre creduto. Fino quando non mi sono rotto il cazzo di sperare in un mondo migliore».
[post liberamente ispirato]





