mercoledì, 16 aprile 2008
In qualche modo faremo.
Categoria:quotidianismi, scritto da stefano havana
Il pomeriggio di lavoro trascorre in compagnia di sinistrorsi, ex comunisti radicali, rigorosi fascisti: un pomeriggio di lavoro trascorso immerso in tale umanità, serenamente condividendo ansie, beni e pioggia primaverile; l'elettore berlusconiano, durante il pomeriggio lavorativo, si alza, random, ogni tanto, e va alla postazione dell'ex comunista radicale per dirgli: "Fuera!", con la mano di taglio a indicare la porta e l'ex comunista radicale, oggi veltroniano per morso di lingua, ghigna sotto i baffi un po' incazzato, un po' disincantato, perché in fondo sono finiti i tempi dei giochi e anche lui, come la Laura di Vasco, aspetta un figlio per Natale; il sinistrorso deluso scende al supermercato a prendere aperitivi per tutti e il sottoscritto pretende due euro dal collega sinistra arcobaleno, il quale chiede per favore patatine, "perché non siamo più nel comunismo e allora tanto vale che mi paghi tutto e subito"; una serata piacevole, leggermente anni Ottanta per motivi che non starò a spiegare; il ritorno in macchina sgranocchiando un cornetto con la crema che in linea teorica avrebbe dovuto rappresentare la colazione dell'indomani mattina; a piazza medaglie d'oro faccio un'infrazione evidentissima e necessaria per riprendere la giusta strada e lì m'accorgo che la polizia di Berlusconi, vaffanculo, si vede che già funziona meno e infatti la faccio franca, neanche mi cagano, gli sbirri, nonostante i lampeggianti minacciosi e la mia evidente colpa; prima di casa, quasi arrivato, becco per caso, a notte ormai fonda, la trasmissione radiofonica della notte romana per eccellenza e lì, dietro ai microfoni, in diretta, ci sono due amici, di cui uno è andy capp; no, non resisto, parcheggio e esseemmesso al numero in sovrimpressione sull'RDS; attendo in macchina, fermo, con gli uccelli notturni che si fanno sentire di già e l'orologio digitale che scivola verso le due; finalmente il conduttore, con cui ho lavorato una vita fa, legge il messaggio perché, dice, "Ci tengo particolarmente..."; andy capp prende la parola, dice due cazzate, tutti dicono due cazzate, poi fa nientemeno che pubblicità al blog e io, in macchina, da solo, di notte, sotto casa, con la bustina del cornetto sulle ginocchia, rido come un cretino, e intanto il conduttore, che mi conosce, con cui ho lavorato, eccetera eccetera, legge la fine del mio essemmesse che dice: "... Laziale e di sinistra, stanotte che macello..." e tutti dicono altre due cazzate e io aspetto d'essere sicuro che sia finito il "Mio Momento"; raccolgo le cose, esco dalla macchina, cammino verso casa, in salita, con la bustina del cornetto piena di altra roba che non c'entra niente - l'ipod, il fodero degli occhiali, gli ultimi volantini elettorali ch'erano rimasti accartocciati nei vani neri dell'abitacolo come le prove di una grande battaglia combattuta e perduta - sorrido perché penso a andycapp che fa pubblicità al blog, perché penso di sapere com'è vestito, perché so che se sta lì, in diretta, significa che non ha scritto un cazzo per il blog e che, allora, vuoi o non vuoi, io ci dovrò pensare, io che sono "laziale e di sinistra", quindi abituato a prenderle da una vita; insomma tutto ci sarebbe per nutrire pensieri brutali, epperò mentre salgo in ascensore, alla fine della giornata, l'ultimo sveglio di tutto il palazzo, nonostante la Lazio, nonostante la destra, nonostante l'Italia, nonostante dovrò scrivere un post a quest'ora, penso che sì, tutto va bene, finché saremo noi, Quelli di Sempre, Quelli che Sanno di Esserlo, finché durerà, finché reggerà all'in piedi questa roccaforte di resistenza umana, finché la muraglia non cadrà, finché resteremo ad ascoltarci a notte fonda, trovati per caso in diretta su una radio famosa, finché saremo solo noi, ebbene, in qualche modo, non chiedetemi come, faremo.





