mercoledì, 14 maggio 2008
Nuovo piano regolatore sociale
Categoria:società , scritto da andy capp
Adiacenze San Pietro, bilocale di nuova costruzione. Entrata indipendente, salotto con angolo cottura, camera, servizi, possibilità posto auto. Libero da ieri pomeriggio. Non è uno dei tanti annunci truffa - truffa se si pensa al fatto che una casa del genere oggi a Roma non si trova a meno di 350 mila euro - che ogni giorno vengono pubblicati negli annunci delle agenzie immobiliari, ma il rifugio di emergenza di un gruppo consistente di cittadini polacchi, che per vivere aveva scelto il sottopasso di via Gregorio VII, sì il sottopassaggetto del Rutelli/Guzzanti dell'Ottavo nano. E' solo un'altra delle tante storie di emarginazione a cui ormai abbiamo fatto talmente l'abitudine che il pensiero delle forze dell'ordine che hanno sgomberato la zona (dove da anni c'era questo insediamento) è andato al pericolo (!?) che avrebbero corso gli automobilisti in caso di incendio sotto al tunnel, dal momento che le uscite di sicurezza erano tutte bloccate. Ora, non vorrei discutere del fatto che in quel sottopassaggio non si è mai formato del traffico scorrevole (nel senso che non ci sono mai macchine, quindi si tratta di una struttura inutile), ma della normalità con cui si accetta che delle persone vivano in quel degrado.
Oggi non ci scandalizziamo più di niente, siamo sostanzialmente assuefatti alla realtà distorta della nuova toponomastica sociale cittadina e ognuno occupa il posto che gli compete. Così i polacchi vivono sotto i ponti, sono ubriachi dalla mattina alla sera e al massimo puliscono qualche faro ai semafori di piazza dei Cinquecento. No, i polacchi di una volta, quelli con due lauree che ti lavavano il vetro non ce li mandano proprio più. I rumeni sono cattivi però sono dei grandi lavoratori, sanno fare tutto. E vivono lungo gli argini del fiume, così non li vediamo. Le rumene però non sanno stirare, meglio se fanno le puttane. I bangladesi rompono il cazzo ai self service e vendono le rose a Trastevere, però di giorno non si incontrano mai, così come i filippini, che sono bravi proprio a fare le faccende domestiche nelle belle e grandi case della Camilluccia. I cinesi non si sopportano, abitano in centro, sono pieni di soldi, fanno lavorare solo altri cinesi e non parlano la lingua, mentre le ucraine sono proprio le migliori. Si alzano prestissimo perché Guidonia è un po' lontana dalla città, però sono sempre puntuali. Camminano piano piano tenendo i vecchi sotto braccio, veramente ammirevoli. Gli zingari? Quelli hanno rotto il cazzo, vogliono solo rubare e puzzano. E' vero. L'Italia offre troppe opportunità a tutti. Meglio stringere un po' i distributori del benessere sociale. Così tutti saremo più sicuri.





