lunedì, 13 settembre 2004

Primo di una serie
Categoria:scritto da stefano havana


Ai compagni di giochi e di litigi. Di scambi di opinioni.
Ai compagni di stronzate. Ai compagni di camminate lungo il mare.
Ai compagni di pianti e di risate, ai compagni di bevute. Ai compagni di piogge e soli ardenti. Ai compagni di nuvole biancastre e sogni tormentati. Ai compagni di mille estati un po' così. Ai compagni di guarda quella quant'è gnocca. Ai compagni di e passala quella cazzo di palla. Ai compagni di ho voglia di un bidone di rum. Ai compagni di nottate passate davanti ai videogiochi. Ai compagni di quando si aveva tredici anni. Ai compagni di quando sono diventati sedici. Ai compagni diciottenni. Ai compagni ventenni, ai compagni che sono diventati Campioni d'Italia, a quelli che l'hanno mancato per un soffio.

Ai compagni di carbonare e cacio e pepe. Ai compagni della cipolla ci va o non ci va? Ai compagni di quelle che ci sono rimaste dentro e quelle a cui siamo rimasti dentro noi. Ai compagni di quella scaletta dell'aereo che ci ha portati a Cuba. Ai compagni delle pizze a Ponte Mollo, ai compagni dell'Indigeno al Down Under. Ai compagni che capiscono cosa sto scrivendo. Ai compagni da una parte e quelli dall'altra del mondo. Ai compagni senza un perché. Ai compagni che ho visto sparire una marea di volte dentro l'ascensore. Ai compagni di dormite insieme. Ai compagni di gavettoni e nottate in bianco senza un senso. Ai compagni di Sally e Albachiara, ai compagni di Queen e Guns And Roses. Ai compagni di Rocky Balboa, bocche storte e voci alla Ciotti. Ai compagni che quella volta che Antonio ha cagato dentro la 126 ci fa ancora rotolare sul pavimento dalle risate. Ai compagni che a Cuba sono tutte puttane. Ai compagni che a Cuba sono tutte persone. Ai compagni che Berlusconi tira pompini. Ai compagni che quella leggenda metropolitana su Maurizio Costanzo la sanno in tanti e nessuno la nega. Ai compagni di stelle cadenti e storie sugli ufo. Ai compagni di grattate di palle, quando qualcosa portava sfiga. Ai compagni di Lamborghini e Ferrari e Maserati: tutte lì, parcheggiate nei nostri sogni a Lungotevere. Ai compagni di stavolta, se succede, mi faccio biondo.

Ai compagni di questa, giuro, me la sposo. Ai compagni che un giorno mi hanno detto: "Che amarezza, Ste". Ai compagni di campionati mondiali persi ai rigori, Europei in culo a Trezeguet e Ibrahimovic, ai compagni che guarda caso 'sti stronzi se li compra sempre la Juventus. Ai compagni del non succede, ma se succede. Ai compagni che fosse che fosse la volta buona. Ai compagni che lì, un parcheggio, proprio lì, ti giuro, torna indietro. Ai compagni di Sardegne impazzite vissute a bere Havana Club mentre quelle si preparavano lente. Ai compagni di appuntamenti a piazza giochi delfici. Ai compagni di ci vediamo domani al campo. Ai compagni di fotto, fotto, fotto, quando per una stronzata così si rideva fino al mattino.

Ai compagni di questo mondo.
Hasta siempre, cazzo.