lunedì, 27 settembre 2004
Per un pugno di (fottuti) dollari
Categoria:scritto da fabio ohio

Stamattina dovevo pagare i mobili da BigLots, che già il nome è tutto un programma. Per scaramanzia, prima di partire, avevo prelevato un bel po' di euro al bancomat, più che altro per avere soldi italiani in tasca, non certo perché pensassi che avrebbero potuto servirmi laggiù (cioè quaggiù) in Ohio. Allora mi reco alla banca più vicina per cambiare gli euro: orrore. Non ci crederete mai, ma questi non hanno mai visto un euro... tanto meno te li cambiano... l'unico posto in città per questa transazione è... un'altra banca? No...l'aeroporto!
Allora chiamo l'American Express per avere l'indirizzo della sede più vicina al negozio di Furniture (che non accetta l'Amex...mah) per prelevare cash e, dopo svariati tentativi e dopo aver coinvolto mezza Columbus (il tipo del negozio, Sheila la batt... ehm... la receptionist del motel, quella della banca, il direttore della banca ed, infine, il direttore del supermercato - perché qui le banche sono nei supermercati... mah per la seconda volta) scopriamo che l'American Express non ha uffici in Ohio... voi, che mi conoscete, potrete immaginare quello che non è successo. Il tipo del numero verde americano della Amex, sentitosi perso, mi fa: I will take you out of this asshole! Mah... decide di trasferire la chiamata alla Amex in Italia... mo' me li inculo... risponde il disco in italiano (finalmente) ma non e' l'Amex: è la Telecom, numero non esistente. No comment.
Mi rassegno: con gli ultimi 30$ rimastimi mi gioco il tutto per tutto. Chiamate un fottuto taxi! To the airport, please! Prezzo della corsa: 27$. Vado all'ufficio cambi: la commissione è del 13%: shall I proceed? Troia... non ho potuto pensare altro. Proceed e vattene affanculo. Finalmente con i dollari in tasca, esco dall'aeroporto, cercando un taxi... chi ti trovo? Il negrone della vigilanza che, vistomi entrare in aeroporto cinque minuti prima e riuscirne da solo, senza bagagli e senza niente, si insospettisce e mi chiede i documenti. Considerate che l'aeroporto qui è tipo il parcheggio del Calasanzio e passano sì e no dieci persone al giorno. Insomma mi chiede i documenti: tutto in albergo, passaporto, visto, eccetera. E' finita. Gli do la patente: la guarda e si fa una risata (mah)... sapete come è andata finire?!? Gli ho tirato fuori l'American Express... you can go.
Questo è quello che accade in questo piccolo grande paese... dove, a parte New York e l'America turistica, una carta di credito vale come documento ma non come credito.
P.S.
Dopo tutto questo, avevo speso la bellezza di 50$ di taxi A/R e 60$ di commissioni, che fanno 110$ buttati. Incazzato nero, me ne torno dallo stronzo di BigLots per pagare 'sti cazzo di mobili. Arrivo con questa valigetta piena di banconote da un dollaro o quasi (vedi foto) e cominciamo a contare i soldi sul bancone. Nel conto saltano fuori 100$ in più... cioè risultava che gli avevo dato 100$ in più. Io non potevo aver sbagliato perché avevo i soldi contati fino all'ultimo centesimo. Per onestà gli dico: ricontali. Li riconta: ormai si era messo in testa che ce n'erano 100 di più. Li riconta. Ancora 100$ di troppo: ricontrollo la cifra scritta sulla ricevuta, pensando allora di aver capito male il totale. Nient'affatto. Insomma...sapete come è andata a finire? Che mi sono ripreso i 100 $ e l'ho ringraziato! Si vede che lassù qualcuno mi ama... ringrazio pubblicamente sul blog. Ricambierò tramite Padre Alfio.
P.P.S.
In tutto ciò sono a casa ad aspettare i mobili, seduto per terra, con solo il computer. Mi ero rassegnato a scomparire per qualche altro giorno, perché nella nuova casa Internet ancora non c'è... accendo il computer e mi ritrovo collegato ad Internet! Senza volerlo, devo essermi attaccato al wireless di qualche vicino!! Un certo CRANE... grazie CRANE!





