venerdì, 01 ottobre 2004

Primi contatti...
Categoria:scritto da fabio ohio


Stamattina, saranno state grosso modo le otto, c'era tanto di quel sole qui a Columbus che, nonostante le tendine chiuse, i raggi di sole filtravano in camera da letto illuminandola a giorno. Il mio letto è situato praticamente in mezzo alla strada, avendo scelto il punto pù esposto della casa per tenere sotto controllo quello che succede di fronte alla mia porta di casa durante la notte.

Ad un certo punto, nel dormiveglia mattutino, sento arrivare un camion, aprirsi uno sportello e qualcuno urlare: "Forza con quel cazzo di divano!"... in perfetto accento romanaccio. Sempre dormendo mi alzo, divarico i "listelli" della tendina e guardo che succede dalla finestra: vedo un gruppo di sei negroni, immensi, che giocano a football per strada alle otto di mattina... un po' perplesso, dopo aver vissuto per sei mesi in una casa praticamente all'interno di un cantiere, penso che si sia trattato di un sogno e mi rimetto a letto.

Dopo cinque minuti: "daje con quel letto!". Mi rialzo, stavolta di scatto, e guardo dalla finestra: sempre i negroni che giocano a football. Mah... un po' preoccupato per via delle prime allucinazioni acustiche me ne ritorno a letto.

Alla terza volta, un po' come Robinson Crusoe sull'isola deserta che vede una nave all'orizzonte, mi vesto di corsa ed esco: mi trovo questo camion pieno di mobili ed i negroni di cui sopra che, dopo aver finito la partita, scaricano detti mobili. Vicino un gruppo di sei persone... dall'aspetto vagamente familiare... mi avvicino incuriosito e che scopro?

Insomma, trattavasi di alcuni dei miei futuri colleghi, anch'essi italiani, i quali hanno pensato bene di prendere casa nel mio stesso stabile... senza che io sapessi di loro e viceversa... e poi dici che non esiste un gusto italiano...

Sono arrivati stamattina da Philadelphia, dove hanno lavorato fino a due giorni fa, e domani cominciano con me qui a Columbus. Nel giro di 60 secondi era come se ci fossimo conosciuti da sempre: dopo otto giorni passati pensando all'Italia come a qualcosa di distante migliaia e migliaia di km è stato come ritrovarsi con un gruppo di vecchi amici, lì, tra Piazza Giochi e Ponte Milvio.

Stasera erano tutti a cena da me e mi sono esibito nella mia proverbiale carbonara, dopo aver comprato gli ingredienti da Kroger... impresa impossibile, solo a me poteva venire in mente di fare la carbonara a Columbus, Ohio.