sabato, 20 novembre 2004

Esattamente quell'istante prima
Categoria:quotidianismi, scritto da stefano havana


Fuori faceva un freddo cane e noi ce ne stavamo in macchina, la sua Smart rossa, a mangiare due McFlurry.

Il McFlurry è quel gelato con gli smarties che vendono al Mac Donald's. Tecnicamente è disgustoso: te lo mettono in quei barattolini colorati e la macchina che lo versa fa degli strani risucchi e gorgoglii preoccupanti. In più la ragazza alla cassa che ci ha serviti era veramente brutta e veramente incazzata; tuttavia se si passa questa prima fase, si scopre oltre ogni azzardata previsione che il McFlurry è una cosa vomitevolmente buona. E c'è  un'altra cosa. Mangiare cose fredde gonfia le labbra e a me le sue già fanno impazzire così. Dopo il gelato, ragazzi...

Abbiamo fatto un gioco strano, fermi sotto un albero a Piazza San Giovanni (ieri era bellissima. Deserta). I due Mcflurry, vuoti, sul cruscotto. Tarda notte. Siamo due un po' strani noi. Questa ragazza ed io. Entrambi passiamo le nostre vite a scrivere, quindi ogni volta che ci vediamo (non molto frequentemente, proprio come piace a me) c'è tutto un scambio di fogli e racconti e nuove storie e appunti e stampate di libri famosi - leggi questo passaggio che è stupendo - e così via. Ieri, espletato anche questo appuntamento ci siamo intreattenuti in una strana cosa: definire il secondo prima, esattamente l'istante prima di qualcosa di importante. Ma anche no. L'attimo dopo il quale - comunque - tutto diventa diverso.

C'è da passarci una serata.
Il secondo prima di capire che si tratta della tua canzone preferita. Il secondo prima di capire che l'ami. Il secondo prima della domanda inziale di un esame. Il secondo prima che risponda al telefono, chiunque sia, in quell'attimo di rumore della cornetta sollevata quando tieni il fiato e pensi a cosa dire. Il secondo prima di una bugia. Il secondo prima di capire che è quella giusta per te. Il secondo prima di capire che ci sta. Il secondo prima di un bacio. Il secondo prima di creare la Cappella Sistina. Il secondo prima di mettere in bocca la prima fetta di pizza. Il secondo prima di capire che non la rivedrai mai più. Il secondo prima di dimenticare cosa stavi dicendo e poi giustificarti che forse non era importante. Il secondo prima di capire che il film è finito, quando lo schermo diventa nero e già sai che non ci sarà un'altra scena, ma solo il nome del regista in caratteri bianchi. Il secondo prima che ti aprano la porta ad una festa e i rumori e le risate si amplifichino improvvisamente. Il secondo prima di cominciare a ballare in una pista affollata, un sabato sera. Il secondo prima di capire che sarà una notte insonne. Il secondo prima di un orgasmo, certo. Il secondo prima di incontrarsi a un appuntamento, quando ci si cerca con gli occhi tra tanti. Il secondo prima di trovare la parola giusta per iniziare un racconto: quell'attimo in cui apri e chiudi le dita e lo schermo o il foglio è ancora tutto bianco. Il secondo prima di svegliarti. Il secondo prima di capire che il portiere non riuscirà ad arrivare sul tuo tiro. Il secondo prima di capire che hai vinto lo Scudetto. Il secondo prima di atterrare con l'aereo, quando sai che è tutto finito: pericolo scampato. Il secondo prima di voltare le spalle per sempre alla casa che ti ha ospitato per le vacanze con gli amici, tutte le valigie ai piedi e un taxi che ti aspetta destinazione l'areoporto. Il momento prima in cui un dito si posò sul pianoforte e quella che venne fuori fu la nota iniziale di Imagine.

Poi che altro?