domenica, 21 novembre 2004
Una tipica domenica da Noantri
Categoria:scritto da stefano havana, storie de noantri
Alla presentazione della Notte dei Blog, Gianluca Neri (da me stimatissimo, nonostante l'idiosincrasia con tutto quello che sta facendo ultimamente nel suo Macchianera) ha detto che secondo lui i blog non esistono in quanto tali, ma sono in effetti soltanto dei normalissimi siti creati a questa stregua per chi non fosse troppo in simpatia con html e affini. Inutile dire che non sono assolutamente d'accordo con lui: come mi faceva notare l'atra sera il Granduca, il nostro è ancora un blog. Un diario: dunque chi ci legge e chi ci leggerà viaggia e viaggerà insieme a noi nelle nostre cazzate quotidiane, appunti di viaggio, stronzate, dolori e simpatie. Per questo si differenzia da un sito qualunque: un quotidiano di informazione, politica, attualità. Noi (dico "noi" perché siamo in sei qui, non perché sono impazzito autocelebrativamente) non siamo questo e mai lo saremo. Giammai ci leggerete su un libro (a meno che non mi offrano una Ferrari gialla come premio o a meno che non lo offrano di scrivere SOLO a me), giammai comprerete le nostre magliette. Giammai leggerete recensioni di qualcosa.
In compenso, ogni tanto, troverete la storia di una giornata come questa. Una giornata che a raccontarla in giro si dovrebbe iniziare così: "Oggi, signore e signori, non è successo nulla". Eppure tutto. E giacché non un filo di coerenza esiste, cominceremo dalla fine.

[Siamo a Sacrofano. Vicino Roma. Cittadina antica, piena di guglie e mattoni e sole e fumo di camini. Cielo azzurrissimo e freddo. Qui vediamo Gian - che non posta di frequente sul blog, perché in quella fase universitaria che non glielo permette - ma sempre presente quando conta. E, soprattutto, sempre brillo]

[A Sacrofano eravamo in sette. Mancava Davide anche se, in sostanza, era come se ci fosse dacché abbiamo parlato di Firenze e anche di lui e abbiamo deciso che sabato prossimo saremo lì in Toscana. C'era perfino Luca con un suo amico spagnolo di Oviedo conosciuto in Erasmus. Luca è forse la persona più folle che io conosca e meriterebbe di rientrare tra noi. Ma non lo farà perché non scriverebbe mai. In questa foto, invece, ci sono Gian e il Vicerey Federico. Niente, hanno bevuto troppo]

[Ecco, dai. Ve lo presento: questo qui è Luca e, per quanto è bravo, meriterebbe di giocare nella Roma al posto di Ferrari. Ma si accontenta del "sottoclou" calcistico romano e, nel frattempo, si diletta a battere ogni record in fatto di prestazioni sessuali. Se in Spagna nell'ultimo anno la popolazione è aumentata demograficamente, il merito è anche di questo scemo qui]

[Questa, invece, è la gallina del ristorante "Il grottino". Next question, please]

[Non bisognerebbe bere vino rosso a tavola. Non così tanto, almeno]

[Dedicata ai vegetariani. Gli unici rimasti a credere che le vacche, se potessero, non ci ammazzerebbero per mangiare]
[Piccolo spazio pubblicità: la Z4 del GranDuca, vista dalla nostra macchina. La targa l'ho oscurata io, non è che se ne va in giro come Riina]

[Il Vicerey Federico. Giuro, non stava in posa. Stava masticando 33 grammi di agnello. Lui lo fa così: è una questione di classe]

[Di nuovo Luca. Niente, è proprio cretino. Non è che stava così perché io l'ho fotografato. L'ho fotografato perché stava così. La differenza è sottile, ma decisiva]

[S'è pagato tanto, veramente tanto. Soprattutto perché il Vicerey Federico ha detto di aver dato la sua quota, ma in realtà ha messo tre pesos cubani]

[Viaggio di ritorno. Noi tre dietro - Gian, io e Fede - a cantare a squarciagola "We Are The Champions" dei Queen. Prima o poi ci mostreremo sobri, giuro. Prima o poi succederà]

[Ops, a proposito. Il GranDuca odia farsi fotografare. Ha ucciso per molto meno: dunque non vi dirò chi è dei due, tra quel tizio in basso e quel prosciutto appeso in alto]
E niente: viva il blog, viva noialtri, viva anche voialtri e viva il vino quello buono.





