lunedì, 22 novembre 2004
Bisogna essere matti per restare
Categoria:viaggi, scritto da stefano havana
Dicono: viaggiare.
Sì, viaggiare.
Ma tu lo sai quanto tempo ci vuole per viaggiare?
Così mi sento rispondere e rispondo io stesso ai miei pensieri ogni volta che mi viene in mente un viaggio da fare e prendere e partire. Ma tu lo sai gli impegni che ho? Lo sai che io lunedì ho una riunione di redazione? Lo sai che io martedì ho un appuntamento con il professore? Sì, viaggiare. Lo sai che gli impegni e la professionalità e le divise e le reti e le convenzioni e le convinzioni?
Certo, viaggiare.
Tu lo sai che l'Australia è il posto più lontano del mondo e che ci vogliono più di venti ore per raggiungerlo?
Oh bé, effettivamente.
Venti ore.
Son tante, dicono.
Io ho 24 anni.
Migliaia e centinaia di migliaia di ore vissute, dormite, cagate, pisciate, pompini e spermatozoi sprecati.
Venti ore.
L'altro giorno per esempio: sono stato due ore nel traffico. Aggiungicene diciotto. Sei ore di sonno. Aggiungicene dodici. Un'ora di fila alla posta. Undici. Mezz'ora a litigare al telefono. Mezz'ora ad aspettare l'operatore Wind. Dieci. Due ore su Internet a scaricare l'ultimo video di Paris Hilton che scopa. Otto. Due ore per guardare Troy, il film più brutto degli ultimi 400 anni. Sei. Un'ora così, a non fare un cazzo. Cinque. E nel giro di una giornata non ce la passi un'altra ora nel cesso, tutto sommato? Quattro. Trenta minuti di attesa alla fermata del tram. E trenta minuti di attesa alla fermata del tram per tornare a casa. Tre. Una serata con gli amici che potrebbero partire con me e che invece non lo fanno.
Eccoci qua.
Australia, perdio.
E' lontana, dicono.
E io qui, chiuso in questa gabbia di matti.
Matto anche io.
Domani a quest'ora saranno passate più di venti ore e l'Australia sempre lì a galleggiare sul mare.





