mercoledì, 16 febbraio 2005

Dare un senso all'amore, ma perché?
Categoria:filosofia, scritto da stefano havana


Stamattina mi ci sono messo d'impegno. Perfino in palestra non sono andato. Mi sono messo seduto, con i gomiti puntati sul tavolo e le due mani strette a pugno vicino alle orecchie e ho detto a me stesso: sù, adesso trova un senso all'amore.

Dice: perché trovare un senso all'amore?

Trovare un senso all'amore val bene una messa perché se ci cascano tutti e se pure io ci sono caduto tempo addietro, ebbene non possono essere tutti imbecilli indiscriminatamente e non posso essere stato io - soltanto due o tre anni fa - ingenuo a tal punto. Quindi avanti: trova un senso all'amore. Perché la gente si ama? Perché un uomo preferisce chiudersi a riccio dentro un rapporto piuttosto che correre nudo in un campo di margherite e copulare con giovenche carnalmente eccitanti? Perché una donna dovrebbe dismettere gonne corte e abiti aderenti per la gelosa avidità del proprio partner?

Trova, trova un senso all'amore. Avanti, cazzo. Concéntrati.

Ci deve essere da qualche parte, questo senso. Certamente non nelle braccia conserte di lui che reagisce con spropositata rabbia al ritardo di lei. Dove deve stare scritto che a fronte di un imprevisto capitato, non possano esserci motivazioni che tengano? Perché in un rapporto amoroso una spiegazione diventa ineluttabilmente una scusa?

Ma il senso. Trova il senso dell'amore.

L'esempio più tipico. Coppia in macchina, al termine di una gradevole giornata.
Lei: "Tesoro, vuoi un caffè?".
Lui (dopo breve e onestissima conversazione interiore cervello-stomaco): "No, grazie".
Lei (dopo fragorosa e inconcepibile conversazione bocca-utero): "Non capisco perché non vuoi mai fare niente con me. Che ti ho fatto?".

E' a questo punto - più o meno - che ti passa per la testa l'irraccontabile perversione di raccogliere da terra un ramo di ciliegio e fracassarle le ossa parietali della scatola cranica. Perché l'amore è l'amore - si sa - e allora si passa sopra a tutto, tuttavia perché - mi chiedo io - perché si deve giustificare l'insolente imbecillità del rapporto medio di coppia, facendola passare per litigiosa passionalità?

Smettila. Smettila.
Trova un senso all'amore.
Pensa.

Pensa alle serate insieme, solo voi due. Al cinema mano nella mano. Oppure ai film noleggiati o a una vetrina in cui vi siete specchiati. Pensa alle luci di Natale o ai sorrisi che avete nascosto dietro una mano per qualcosa di buffo osservato per la strada. Pensa al nuovo vestito di lei: poterle dire che le sta talmente bene che non la vorresti di nessun altro. A quell'attimo di follia che ti ha preso, mentre l'abbracciavi da dietro e le sussurravi nell'orecchio - credendoci perfino - che sarebbe stato per sempre. Pensa alle lacrime che hai versato, quando lei ha cominciato a preferire un altro. Pensa al ricordo dei suoi pigiami scemi. Pensa ai nodi che hai nell'anima di tutti i pranzi e le cene che avete fatto insieme e alla sua aria buffa mentre sceglieva un primo piatto e tu la spiavi da dietro il menu. Pensa alle vacanze trascorse abbracciati, mentre le cose succedevano. Pensa agli insegnamenti che le hai dato e agli insegnamenti che ha dato lei a te. Pensa ai litigi - tutti te li ricordi -, ai momenti di passione e a quelli di dolcezza. Pensa al ricordo più bello che hai, quello morbido e sinuoso della consistenza della sua pelle mentre lentamente vi addormentavate insieme, intorpiditi l'uno del sonno dell'altra. Pensa che tutto sommato non ti è mai piaciuto dare un senso alle cose. Pensa che non è che dai un senso al suono di un blues, per esempio. Tamburelli le dita sulla prima superficie levigata che trovi e basta. Ne prendi atto e ti senti felice. Pensa che quando sei innamorato - così come in quei quattro minuti e quarantasette secondi della tua canzone preferita - succede che senza fare nulla di che, diventi semplicemente una persona migliore.

E tienitelo così, l'amore.
Oh yeah.