lunedì, 28 febbraio 2005

Quando anche la pioggia ha un suo perché
Categoria:scritto da stefano havana, noi e le donne


Che voglia d'amore che ho. Ne parlavo di recente con gli amici. Non mi va una fidanzata, ma neanche mi vanno più le beduine scopate consumate in giro pre e dopo bevuta nei locali. Ho voglia di un amore non corrisposto. Ho voglia di soffrire come un cane per una donna che non mi degni di uno sguardo. Me ne starei solitario a rigirarmi un bicchiere di rum tra le mani e niente delle conversazioni degli altri intaccherebbe il mio spirito ferito. Guiderei la macchina di notte tenendo il volante con una sola mano. Comincerei a fumare. Tutti noterebbero il mio stato e perfino al lavoro renderei la metà. Perderei questa cinicità che mi diverte e mi spaventa: racconterei a qualcuno dei miei amici del suo sguardo e del modo che ha di camminare. Sorriderei senza motivo ripensando a lei prima di addormentarmi, rigirandomi sul cuscino e sognando di averla tra le dita. Non lo saprei più fare il fidanzato: sono contro la fedeltà e decisamente a favore della bigamia. Quello di cui necessito con urgenza è una sofferenza in campo amoroso, per dimostare a me stesso che l'amore esiste ancora: mi manca da morire una giornata di pioggia e un ombrello aperto dove in due non ci si sta.