martedì, 08 marzo 2005
L'avete voluto voi - la verità sulla Festa della Donna!
Categoria:scritto da stefano havana, noi e le donne
Era il marzo del 1908 quando una manciata di Uomini Meno il Cervello in evidente stato premestruale decise di protestare contro un'industria tessile di New York per le terribili condizioni in cui era costretta a lavorare (nello specifico gli Uomini Meno il Cervello lamentavano una atavica mancanza di specchi a figura intera e l'eccessiva basculanza dei portasapone nei bagni). La prima mossa di questi Uomini Meno il Cervello (che per comodità da adesso in poi e senza cadere più in tentazione chiameremo solamente Donne) fu quella di indire un assurdo e illegittimo sciopero (da qui la simpatica abitudine evolutiva di incrociare le braccia di tanto in tanto e pronunciare la formula comune di: "Se non mi porti subito a fare shopping, io qui non muovo più un dito"). Suddetta rimostranza si protrasse vergognosamente a lungo - per giorni addirittura - fino all'otto, quando l'insano proprietario Mr. Johnson decise leggittimamente di bloccare tutte le porte della sua fabbrica, mentre - contestualmente - la incendiava.
Inutile dire che le 129 Donne perirono tutte nel fortuito incidente (si sa, loro non le conoscono le mezze misure: o tutto oppure niente. Le uniche mezze misure che conoscono - purtroppo - sono relative alle tette, spesso inflaccidite e tenute sù da un trucchetto da quattro soldi che col tempo è venuto a chiamarsi Wonder-Bra). Doppiamente inutile dire che, successivamente, quella data venne proposta come giornata di lotta internazionale a favore delle suddette operaie morte e più in generale delle Donne tutte del creato intiero. Oh yeah.
Conclusioni:
- è evidente che tutto ciò non serve a spiegare il perché io oggi dovrei essere costretto a fare gli auguri alle donne e perché le stesse donne stasera dovrebbero indossare Wonder-Bra e perizoma per andare a far sfraceli in locali alla moda, per di più deserti di martedì sera, perché - evidentemente - gli uomini l'hanno passato a lavorare e nottetempo restano alla casa al fine di godere di un legittimo riposo
- tantomeno spiega perché le Donne nel traffico in salita debbano usare il freno a mano
- non spiega - invero - nemmeno i motivi del tutto incomprensibili per cui se non rispondi a una loro telefonata entro il quarto squillo, è deciso che te ne stai trombando un'altra o che di loro non te ne frega niente (ma forse - c'è da dire - in tal senso le fiamme purificatrici in cui arsero le 129 eroine potrebbe aver fatto da agente inibitore nei confronti dell'autostima)
- non spiega affatto perché l'unica pubblicità pseudo-femminista della tv - quella in cui un belloccio cerca di far funzionare una lavatrice e non ci riesce finché un geniale appunto lasciato dalla di lui donna (ricordati di accenderla) risolve il problema, volendo così far passare per solito maschio incapace lui e per grande emancipata lei - riesca invece a essere del tutto ridicola nel suo tacito voler significare che l'unico aspetto per cui sono utili a noi uomini, le Donne, è nel corretto utilizzo degli elettrodomestici (quando in realtà sono straordinarie anche come alternativa alla masturbazione!)
- non spiega perché davanti a una vetrina una donna debba assolutissimamente pettinarsi
- oppure perché debba uscire da una discoteca in canottiera a meno quattro gradi per rispondere a una telefonata [vero Pat? Ciao Fabiana!]
- perché debba entrare in un locale camminando al rallentatore
- non spiega - in definitiva - perché debba portare una borsa firmata e costosissima, mentre noi facciamo tutto con le tasche.
Qualcuno mi aiuti a capire. Una donna, perfino, a patto che sia dotata di senso dell'umorismo e posto che non pretenda - dopo - di essere riaccompagnata a casa.





