sabato, 09 aprile 2005
Esegesi di un genetliaco
Categoria:quotidianismi, scritto da stefano havana
Ho ricordi confusi di quel giorno. Non dovrei dirlo da solo, ma - giuro - nel mio caso fu una bella fatica e neanche granché riconosciuta. Tutti a fare complimenti agli altri, poi, nessuno che mi si sia cagato, devo ammetterlo. E poi è comunque una giornata di responsabilità. Vai a dormire con quella distinta sensazione di angoscia che provi a quindici anni la notte prima di un'interrogazione di Italiano; te lo eviteresti, se potessi. Anzi, diciamo che preferiresti risvegliarti a cose già fatte e conluse. A voler proprio essere sinceri, l'ideale sarebbe risvegliarti direttamente adolescente, vestito di jeans strappati e scarpe alla moda e con un sacco di cazzi già risolti. Che so: il primo bacio (quello un po' goffo con troppo scambio di saliva che non sai mai dove mettere mani e lingua, fondamentalmente), il primo ginocchio sbucciato (o peggio), la prima volta che attacchi un orecchio alla porta e scopri che i tuoi genitori sanno anche litigare e parlarsi addosso. Risvegliarti così, che tanto uno a quell'età sa subito ambientarsi: il primo preservativo srotolato senza capirne il verso, la prima ubriacatura col palmo della mano poggiato sul cofano della macchina e in testa quell'unico pensiero di Non Lo Farò Mai Più. L'amore, naturalmente: ecco, risvegliarti con la prima vera sofferenza d'amore già alle spalle (per accorgertene, basta guardarti le nocche: sono spellate quando soffri d'amore. Tutti quei pugni all'armadio e alla scrivania lasciano il segno). Magari vedi di evitarti pure la scuola, il liceo, l'esame di maturità. Ora, sinceramente non so quando ti toccherà: magari proprio oggi, come me. Oppure domani. O no: non spetta a me deciderlo. Non so come funzioni prima che succeda, te l'ho detto: ho ricordi confusi di quel giorno. Il mio consiglio, però, è di non perderti davvero nulla: di tutta la sofferenza che uno crede di vivere da ragazzino, poi restano solo cose belle (e questa è di uno scrittore bravo che quando sarai grande ti consiglierò di leggere). Quindi vai: a testa bassa e senza timori ché la vita è una figata pazzesca (non è così che dite voi giovani?). Amico mio che stai per nascere, vivere è il trenino elettrico più divertente che mi abbiano mai regalato.
E una cosa so: pioveva come oggi, allora.
Era un 9 aprile di 25 anni fa.





