martedì, 12 aprile 2005
Questione di punti di vista
Categoria:narrativa, scritto da stefano havana
Quattro scarpe, due paia. Salta all'occhio - nonostante il buio - un'ovvia caratterizzazione uomo-donna. Il primo paio: Nike. Bianco panna. Pistoncini rossi. Fasce laterali rosse. Modello Shox, euro 135. L'altro paio: decolleté. Nere. Di pelle. Semplici con tacco da nove. Indossate a nudo, senza calze o che. Euro 195. C'è tutto un giocare a nascondino, tutto uno sfiorarsi e starsene alla larga: potessero arrossire le scarpe, sarebbe una festa color porpora e lacci per aria.
Le Nike color panna sono parallele, le punte ben fissate a terra, il tacco sollevato a formare un arco: oscillano seguendo lo sconosciuto ritmo dell'imbarazzo e del Non Saper Restare Ferme. Con loro vibrano i jeans chiari e le ginocchia: il moto arriva però indisturbato soltanto alla vita. Poi si spegne. Le decolleté nere sono su due piani differenti, una più sopra, l'altra in basso. Questo perché la legittima proprietaria tiene le gambe accavallate - la destra sulla sinistra - e in questo modo scorgiamo i jeans aderenti che risalgono di un po' lungo il polpaccio: scopriamo un piccolo tatuaggio a forma di delfino sopra la caviglia. C'è questa danza del corteggiamento: le posizioni appena raccontate cambieranno e sarà un lento mutare come di stagioni. Ciascun movimento recherà con sé un preciso bagaglio di significati, nonostante l'azione - quella vera - quella inflazionata dei racconti dell'amore - se ne stia tutta sopra, sul tavolo, nel regno dei gomiti e dei bicchieri, nella terra delle mani e dei portachiavi, dei telefonini e delle candele accese. Noi no: il nostro punto di vista - stavolta - esige di restare sotto, tra acari e piccole striscioline di carta, tra lame di luci frastagliate. Ma ecco che le Nike color panna fanno tintinnare i tubi d'acciaio della sedia Ikea forse preparandosi all'attacco; le decolleté di pelle nera, invece, godono sempre della stessa posizione sebbene lei abbia dato inizio a un certo moto oscillatorio che è a metà tra l'imbarazzo, l'emozione e una vaga alchimia di inconsapevole femminilità. Incredibile da pensare, ma davvero un innamoramento può cominciare da questi bassifondi. E' tutta un'unione di piccole cose che rende una persona affascinante: io credo - per esempio - che tale movimento di su e giù si ripercuota in qualche modo sopra il tavolo in una appena percettibile oscillazione dei capelli, la quale porterà (prima o poi) lei a riavverseli delicatamente dietro le orecchie con una manovra naturale dell'indice e lui a notare il gesto d'istinto, portando immediatamente dopo le scarpe a cambiare posizione.
Più tardi addirittura un bacio: le dita di lui sotto il mento di lei. Le scarpe - tutte e quattro - ben piantate in terra davanti a un portone. Le punte di barba di lui a fare il solletico sul collo di lei. Sotto quel tavolo abbandonato nient'altro che due scope che si scontrano per caso.





