venerdì, 22 aprile 2005

Questo blog spiegato a due tette
Categoria:blog, scritto da stefano havana


Stanotte mi sono sentito dire: «Bof. Sei diventato ripetitivo ultimamente». Io l'ho guardata (trattavasi di una donna, amica di un'amica e lettrice di questo blog) e ho pensato qualcosa (non mi ricordo cosa) che cominciava più o meno con lo stesso incresparsi di labbra e alzarsi di sopracciglia: bof. Le ho chiesto di essere più precisa a riguardo (nel frattempo si stava tutti seduti su sgabelli altissimi dentro un locale ormai chiuso al pubblico) e lei ha cominciato un'analisi assolutamente lucida e intelligente (non finirò mai di stupirmi di fronte al fenomeno dell'intelligenza femminile) sugli ultimi post di questo sitarello. Io sono rimasto ad ascoltarla col mio bicchiere tra le dita sforzandomi come Ercole di non abbassare gli occhi dai suoi, siccome 45 centimetri più giù c'era questa scollatura molto vertiginosa e molto rosa e molto semovente a ogni risata che avrebbe fatto cadere in tentazione pure Ghandi. Alla fine (vinta la querelle con il decolleté e sapute alcune cose su Tolstoj) mi sono ritrovato a pensare un po' per conto mio, esercizio che s'è fatto assai più facile nel momento in cui lei si è accorta di essere quasi nuda e s'è riallacciata il riallacciabile fino al collo, al punto che tutto, il rum e la vita stessa - da quel momento in poi - mi è sembrato molto meno interessante. Alla fine mi sono domandato: ma sarà chiaro che qui si sta facendo solo un blog? Che non esiste una linea editoriale, che non c'è un'idea di fondo, che non si vuole essere per forza brillanti, che fondamentalmente non si pensa troppo agli altri nel momento - parlo per me - in cui si scrive?

Ho esposto queste cose (con meno parole e più rigurgiti e - giuro - gli occhi rivolti mai più in basso del naso) e lei mi ha detto: «Allora ti potevi tenere tutto nel cassetto, coglione» (il corsivo è mio). Il che è vero in assoluto, un po' meno per me che - egocentrico, solipsista e narcisista per vocazione e preciso dovere - non ho mai considerato in vita mia l'idea del cassetto: al massimo ho tenuto tutto sulla scrivania o in giro, ma comunque in bella mostra ché nei cassetti ci ho sempre nascosto le lettere d'amore tardo-adolescenziali e qualche foto porno. In effetti questo stesso blog - inzialmente - è nato senza pensare a un pubblico. Lo abbiamo messo su come sorta di mailing list tra amici che stavano dividendosi e inizialmente - basta rileggersi i primissimi post - è proprio così che è andato avanti. Poi sono arrivati i lettori e il giochino mi è piaciuto come una cosa sensuale inaspettata (tipo la mano di una donna che si posa sul tuo ginocchio sotto al tavolo mentre si parla di tutt'altro): ci ho preso gusto e adesso vorrei diventare il caso elettronico-letterario del secolo (tipo Piperno, ma appetibile sessualmente).

Alla fine le ho detto: «Domani ti metto dentro un post».
Non lo so se ci ha creduto.