domenica, 24 aprile 2005
Una promessa non mantenuta
Categoria:giornalismo, scritto da stefano havana
La firma qui sopra è mia, ma quanto segue non l'ho scritto io. Non sottovalutate - nessuno di voi - l'importanza di questo messaggio. Lo dico soprattutto agli appassionati, agli amanti di giornalismo, di idee, di sogni, di comunicazione, di cose semplicemente belle (e siete in tanti): apre gli occhi. Io non posso dire molto di più. Per una serie di motivi. Solo questo: vi ricordate? La parola a ________ ________.
Eravamo partiti fra mille illusioni. «Invadiamo tutta l’Italia», «Sfondiamo tutti», «Il nostro concorrente è Controcampo». Ci è voluto poco. Neanche una settimana. La triste verità è venuta fuori subito. Non c’è, non si trova, nessuno lo conosce. Un fantasma, un Gool fantasma. Ecco, a noi non potrebbe aiutarci nemmeno il microchip. Il nostro pallone non lo vede nessuno. Trasparente, invisibile. Anche in redazione. Dove per averne una copia, a volte, siamo disposti ad accoltellarci. Che flop, che clamoroso flop. Persi dietro ad un americano. Le solite illusioni americane. La verità, quella, non la capisci mai subito. Ti illudono con le loro cazzate, i loro miti, i loro fottuti momenti di gloria. «Noi non ci riconosciamo», dice qualcuno qui a Roma. Noi non ci stiamo. Noi non possiamo starci. Lavoriamo, lavoriamo, lavoriamo. E ci mortificano. Ma prima o poi finirà. Non possono uccidere i nostri sogni. Quelli non sono fantasmi.
Non abbiamo smesso di sentirci Gianni Brera, però.
Nessuno di noi.





