mercoledì, 27 aprile 2005

Quello che voglio dire
Categoria:filosofia, scritto da stefano havana


Secondo me uno dei più grandi limiti dell'essere umano è che prima o poi gli scappa da pisciare. L'esigenza di pisciare porta spesso le persone alla demenza: non c'è un'impellenza simile che riduca tutto il resto della vita a un livello tale di marginalità. Voglio dire: se ti scappa da pisciare mica ce l'hai il contentino della scorreggia. Non è che puoi farne un poco poco e poi il resto a casa.  Leonardo o Mozart – perché scappava da pisciare pure a loro a un certo punto – diventavano perfetti idioti quando gli scappava veramente: mollavano pennello e spartiti e non potevano fare più nulla che non fosse tenersi le mani tra le gambe camminando come sconsiderati. Non più una nota geniale saliva alle orecchie di Mozart e non più un'esigenza di pittura correva per le dita di Leonardo: entrambi diventavano complete nullità e se avessi domandato loro – in quel preciso istante – per cosa avrebbero pagato o dato un brano della loro intelligenza, secondo me tutti e due avrebbero messo al primo posto il paradiso di svuotare la vescica. Sto pensando anche agli uomini di grande malvagità e rinomata ferocia: Hitler, perfino, se gli veniva una di quelle pisciate lì, mentre si trovava tra i suoi soldati schierati a menar stronzate, neanche più un ebreo pensava di voler bruciare, perfino gli omosessuali gli sembravano tutti improvvisamente simpatici e qualunque razza diversa dalla sua gli appariva all'improvviso impregnata del più elementare diritto all'esistenza. Non sto dicendo che sarà una pisciata a salvare il mondo, ma che una cagata – volendo – si può anche rimandare.