lunedì, 09 maggio 2005
Puttana, oltre che cozza
Categoria:scritto da stefano havana, noi e le donne
Stamattina ho affondato la torta di mamma in un mezzo litro buono di cappuccino, contestualmente rivolgendo gli occhi dentro il televisore dove il muso baffuto e demonicamente sempre identico a se stesso di Maurizio Costanzo conduceva una puntata di Tutte le Mattine.
C'è quella sensazione di ultimo arrivato a una tavolata che ride con le mani sulla pancia di qualcosa, quando ti imbatti in un programma televisivo (disgustoso per altro) già cominciato e in cui tutti mostrano facce contrite dall'angoscia, mani sotto il mento, gomiti appoggiati sulle ginocchia, sguardi persi verso le Quinte, tristezza varia e retoricamente di facciata e tu non sai di che cazzo si stia parlando. Così questa mattina: la faccia di Costanzo sembrava la faccia di Costanzo dopo l'attentato dell'11 settembre (quella per intenderci che costringeva una donna a baciare la terra di Ground Zero, urlandole: «E' ancora lì! Suo marito è ancora lì sotto!»). C'erano altri artisti: Laura Freddi - che ormai rassomiglia sempre di più a una mia vecchia zia settantacinquenne di Campobasso, Enrico Brignano (l'unico comico che riempie i teatri avendo un solo sketch in repertorio), Serena del Grande Fratello - le cui tette ormai hanno raggiunto dimensioni enneniche - e altri simpatici burattini di regime. Tutti tristissimi, ma davvero, al punto che mi sono preoccupato fosse una puntata registrata del dopo-morte di Wojtyla (o di Alberto Sordi, che tanto le frasi isteriche sono state le medesime). Telefonicamente collegata, una donna - il cui tono di voce batteva per frustrata rassegnazione quella di tutti gli altri presenti - raccontava la sua storia travagliatissima. Il marito della De Filippi ogni tanto batteva il pugno sul tavolo, scuoteva la testa sussurrava frasi tipo: «Tot è pottibile» e amenità simili. Io lì, al tavolo a scavarmi le guance con le unghie, gravido di angoscia, una mattinata di sole ormai definitivamente rovinata. Infine la rivelazione, grazie al tipico serpentone, la scritta che scorre orizzontalmente sovrimpressa in basso al teleschermo. Diceva così, testualmente: La testimonianza di Valeria. I colleghi d'ufficio maschi la chiamano "brutta cozza" e lei sta molto male.
Al di là dello spreco di facce di circostanza per una puttanata simile, volevo semplicemente dire che io mi schiero con forza dalla parte dei colleghi maschi, noin fosse altro che Valeria - oltre che brutta cozza - è anche gran mignotta, avendo telefonato in diretta da Costanzo per chiedere il loro licenziamento.





